Mandibola umana di 17.000 anni fa fornisce indizi su ricolonizzazione dell’Europa dopo Ultimo Massimo Glaciale

La mandibola analizzata dai ricercatori fu trovata nel 1963 nel sito di Riparo Tagliente, Verona (credito: G. Oxilia)

Sulla base delle analisi di una mandibola appartenuta ad un essere umano vissuto all’incirca 17.000 anni fa trovata nel 1963 nel sito paleolitico di Riparo Tagliente, nei pressi di Verona, un team di ricercatori suggerisce che la ricolonizzazione di parte dell’Europa avvenuta dopo l’ultima era glaciale è in realtà iniziata prima di quanto calcolato in precedenza.
I risultati conseguiti dai ricercatori, infatti, retrodatano la diffusione degli esseri umani nell’Europa meridionale di un particolare tipo di individuo legato genericamente all’Europa orientale e all’Asia occidentale di circa 3000 anni.

Si parla di uno dei primi coloni delle Alpi meridionali dopo il picco dell’ultimo massimo glaciale (Last Glacial Maximum, LGM), come spiega Eugenio Bortolini, ricercatore dell’Università di Bologna e autore principale dello studio. Secondo il ricercatore gli esami che ha effettuato, con l’aiuto di colleghi, suggeriscono che c’è stata, in questo periodo e in quest’area, una sostituzione genetica che ha modificato la composizione genetica dei raccoglitori-cacciatori dell’Europa meridionale, un fenomeno iniziato almeno 17.000 anni fa.

Si tratta di un ritrovamento importante, quello effettuato a Riparo Tagliente, “poiché supporta la persistenza delle reti di scambio e il movimento delle persone attraverso l’Europa meridionale immediatamente dopo l’Ultimo Massimo Glaciale, ben prima dell’inizio di cambiamenti climatici molto più caldi”, come spiega Luca Pagani, ricercatore dell’Università di Padova e dell’Istituto di Genomica dell’Università di Tartu, un altro degli autori principale dello studio. [1]

La mandibola mostra infatti delle affinità genetiche con un soggetto iberico vissuto all’incirca 19.000 anni fa nonché affinità genetiche, sia da parte materna che da parte paterna, con individui dell’Italia meridionale e dell’Europa vissuti all’incirca 14.000 anni fa. Si tratta di caratteristiche che suggeriscono migrazioni che hanno fatto sì che queste varianti genetiche si diffondessero nell’Europa meridionale, probabilmente durante fasi intermittenti ma comunque più persistenti nel corso dei periodi più freddi.
Tra le altre cose i ricercatori hanno scoperto che il soggetto a cui era appartenuta questa mandibola sofferirà di cementoma, un’anomalia dello sviluppo del tessuto dentale, come spiega Gregorio Oxilia, altro autore dello studio coordinato dall’Università di Bologna in collaborazione con altri istituti ed Università italiane ed europee. [1]

Note e approfondimenti

  1. Recolonization of Europe after the last ice age started earlier than previously thought | EurekAlert! Science News (IA)
  2. Early Alpine occupation backdates westward human migration in Late Glacial Europe: Current Biology (IA) (DOI: 10.1016/j.cub.2021.03.078)

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