Mangiare funghi fa bene o no? L’ultimo studio degli scienziati

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Un nuovo studio condotto da ricercatori del College of Medicine della Penn State si concentra sul consumo alimentare dei funghi in relazione alla salute mentale. I ricercatori, guidati da Djibril Ba, sono giunti alla conclusione che mangiare funghi fa bene alla salute mentale. Questi alimenti, oltre a ridurre il rischio di cancro e di morte prematura, sembrano in effetti, grazie a diversi antiossidanti che contengono, proteggere le cellule e i tessuti del corpo.[1]

I dati

In effetti già in passato alcuni studi avevano mostrato che diverse classi di antiossidanti possono contrastare alcune malattie mentali tra cui il disturbo polare, la schizofrenia e la depressione.
In questo caso i ricercatori hanno usato i dati di 24.000 persone adulte provenienti dagli Stati Uniti raccolti tra il 2005 e il 2016. Tra i dati c’erano anche quelli sulle abitudini alimentari dei partecipanti. L’età media di questi ultimi era di 45 anni e il 66% di essi erano bianchi non ispanici.[1]

I risultati

I ricercatori notavano un collegamento tra un maggior consumo di funghi e probabilità più basse di incorrere in depressione, collegamento esistente anche a seguito di correzioni di vari fattori socio-demografici, dell’utilizzo di vari farmaci, delle diete e delle malattie autoriferite dagli stessi partecipanti.
I ricercatori hanno svolto anche una seconda analisi sostituendo la porzione di funghi giornaliera con una porzione di carne rossa o lavorata. Eseguendo questa sostituzione il collegamento con le probabilità più basse di depressione non sussisteva più.[1]

Funghi contengono ergotioneina

Secondo Joshua Muscat, un professore di scienze della salute del Penn State Cancer Institute, questi risultati mostrano un ulteriore vantaggio per quanto riguarda il consumo di funghi.
Lo stesso autore principale, Djibril Ba, ritiene che i funghi siano l’alimento con il più alto contenuto dell’amminoacido ergotioneina. Si tratta di un antinfiammatorio/antiossidante che attualmente non può essere sintetizzato in laboratorio e che sembra ridurre il rischio di stress ossidativo, tra le altre cose.
La stessa ergotioneina, un antiossidante naturale, protegge le cellule dei tessuti del corpo dai danni.[1]

Funghi champignon bianchi e Hericium erinaceus

In particolare sono i funghi champignon bianchi, come riferito nel comunicato emesso dalla Penn State per annunciare il nuovo studio, una delle varietà più consumate e una di quelle che contengono più potassio, a ridurre l’ansia mentre altri funghi commestibili, come quelli della specie Hericium erinaceus, sono capaci di stimolare l’espressione di fattori neurotrofici tra cui la sintesi del fattore di crescita nervoso. Si tratta di un’azione che può prevenire alcuni disturbi neuropsichiatrici tra cui la stessa depressione.[1]

Note e approfondimenti

  1. Mushroom consumption may lower risk of depression | Penn State University (IA)
  2. Mushroom intake and depression: A population-based study using data from the US National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), 2005–2016 – ScienceDirect (IA) (DOI: 10.1016/j.jad.2021.07.080)

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