Mangrovie fondamentali per proteggere coste da inondazioni, andrebbero protette

L'impatto di una mareggiata nei pressi di costruzioni con o senza mangrovie (credito: World Bank and Punto Aparte)

Le mangrovie, con il loro intricato sviluppo, fanno da barriere e riducono le inondazioni annuali nei punti più critici in tutto il globo. Ancora un nuovo studio sottolinea gli aspetti positivi di questa pianta e delle sue intrinseche e particolari capacità di crescita in relazione anche al risparmio, in termini di miliardi di dollari annui, che permettono grazie alla riduzione dei rischi di inondazioni.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, sottolinea quanto queste piante risultino ancora più importanti oggi, e nel prossimo futuro, a causa dei cambiamenti climatici in corso che stanno effettivamente aumentando i rischi di inondazioni costiere causati a loro volta dall’innalzamento del livello del mare nonché dall’intensità sempre più forte degli uragani.

I ricercatori hanno considerato più di 700.000 km di coste in tutto il mondo creando dei modelli ed analizzando il rischio di alluvione nonché i benefici apportati da questa pianta.
I risultati mostrano che le mangrovie riducono effettivamente le inondazioni e che ci sarebbe bisogno di maggiori incentivi economici per proteggere queste piante.

“Ora che possiamo valutare questi benefici per la protezione dalle inondazioni, si aprono tutti i tipi di nuove opportunità per finanziare la conservazione e il restauro delle mangrovie con risparmi per premi assicurativi, ricostruzione delle tempeste, adattamento climatico e sviluppo della comunità”, dichiara Michael Beck, professore dell’Institute of Marine Sciences dell’Università della California a Santa Cruz, uno degli autori dello studio insieme a Pelayo Menéndez, suo collega presso lo stesso istituto.

La mangrovia è una pianta diffusa sostanzialmente tutto il mondo ma molte di esse sono andate distrutte o sono morte per attività quali l’acquacoltura e in generale lo sviluppo sulle coste, sviluppo che vede spesso la costruzione di infrastrutture proprio nei pressi delle aree dove queste piante nascono e crescono.

Basti pensare al caso della Florida: già dall’inizio del secolo scorso l’intenso sviluppo nei pressi delle coste di questo stato americano ha provocato una perdita contingente di vere proprie foreste di mangrovie. Perdita che poi si è tradotta in un maggior numero di inondazioni e di alluvioni.
La caratteristica più positiva di queste piante è che sono resistenti e possono crescere come le erbacce, anche in piena città, se gli si dà “una mezza possibilità”, come spiega lo stesso Beck.

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