Mangrovie possono scambiarsi nutrienti tramite complessi sistemi di radici

I ricercatori hanno analizzato le mangrovie della laguna di Mancha, sulla costa del Messico orientale (credito: DOI: 10.1038/s42003-021-02044-x | Communications Biology)

Gli alberi possono letteralmente lavorare insieme per costruire una rete di condivisione delle risorse nel terreno tramite complesse strutture delle radici secondo un nuovo studio apparso su Communications Biology.
Lo studio, condotto da ricercatori di varie Università del Regno Unito, della Germania, della Francia e del Messico, ha analizzato in particolare come le piante di mangrovie tendono a formare innesti di radici nei pressi di una laguna del Messico antistante la costa.

Per “innesti di radici” si intendono connessioni tra le radici di alberi diversi. È già noto, infatti, che gli alberi possono scambiarsi acqua, carbonio ed altri nutrienti di tipo minerale proprio attraverso il contatto tra le radici. In questo modo gli alberi che hanno meno accesso alla luce del sole o ai nutrienti possono sopravvivere. Tuttavia questo studio analizza questa condivisione delle risorse in una rete molto più estesa, quale quella delle mangrovie messicane, cosa che non era mai stata fatta prima dato che è un lavoro difficile e lungo mappare le radici sotterranee degli alberi.

Le piante di mangrove in quest’area sono speciali in quanto, per un lungo periodo dell’anno, devono affrontare il deflusso dell’acqua marina che supera il banco di sabbia riversandosi nella laguna. Per affrontare questi improvvisi rialzi di salinità, un vero e proprio stress per le piante, le mangrovie hanno capito come distribuire queste risorse in eccesso su una rete di altre piante separate. In questo modo riescono a mantenere in vita queste piante separate e al contempo rendono il gruppo delle mangrovie più stabili contro i venti forti e le maree, e questo vale soprattutto per quegli innesti non funzionali, ossia che non riescono a trasferire i nutrienti come quelli salini agli altri alberi.

I ricercatori hanno in particolare tracciato in maniera meticolosa le reti degli innesti delle radici della Avicennia germinans scoprendo che più di tre quarti delle piante di mangrovie avevano questi innesti di radici e che di solito gli alberi che avevano questi innesti risultavano più alti degli alberi che non li avevano. “Si sa che circa 200 specie di alberi in tutto il mondo formano innesti di radici, ma i processi e le circostanze in cui avvengono gli innesti non sono ben compresi. Le prove che abbiamo raccolto suggeriscono fortemente che gli alberi di mangrovie più dominanti forniscono effettivamente risorse per aiutare gli alberi più piccoli a prosperare, il che mette in discussione alcune delle teorie consolidate della biologia evolutiva”, spiega Alejandra Vovides, ricercatrice della School of Geographical and Earth Sciences dell’Università di Glasgow, una delle autrici dello studio.

Secondo la scienziata queste scoperte avallano le teorie riguardanti i vantaggi della cooperazione nell’evoluzione dei sistemi naturali, in particolare delle società umane.

Note e approfondimenti

  1. University of Glasgow – University news – ‘Stressed’ trees share resources to overcome environmental challenges (IA)
  2. Cooperative root graft networks benefit mangrove trees under stress | Communications Biology (IA) (DOI: 10.1038/s42003-021-02044-x)

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