Mangrovie sempre più biodegradate, impatto per cambiamenti climatici potrebbe essere significativo

Credito: John C.,iNaturalist, Creative Commons — Attribution-NonCommercial 4.0 International — CC BY-NC 4.0

Nel corso degli ultimi anni gli scienziati stanno scoprendo sempre di più l’importanza delle foreste di mangrovie, soprattutto in relazione ai cambiamenti climatici in corso. Un nuovo studio non fa altro che sottolineare il concetto: le foreste di mangrovie sono molto importanti per la “cattura” dell’anidride carbonica presente nell’area e quindi per tentare di “tenere a bada” il riscaldamento globale.

Foreste di mangrovie costiere

Come spiega un nuovo comunicato dell’Università di Portsmouth, le foreste di mangrovie costiere rappresentano il secondo ecosistema con il livello più alto di carbonio in tutto il mondo. Un solo ettaro (più o meno le dimensioni di un campo da calcio) di queste piante può immagazzinare più di 1000 tonnellate di carbonio catturandolo letteralmente Dall’Area e incorporandolo nelle foglie, nei rami, nei tronchi e nelle radici.
Purtroppo anche queste importanti foreste si stanno assottigliando e sono considerate a rischio.

Legno delle mangrovie sempre più “abbattuto” da organismi vari

Il nuovo studio, condotto proprio da ricercatori dell’Università di Portsmouth, spiega che il cambiamento climatico in corso potrebbe avere un impatto molto importante sul sistema delle mangrovie. I ricercatori hanno analizzato i grandi detriti legnosi delle foreste di mangrovie presenti nel parco nazionale di Wakatobi, Indonesia. I ricercatori scoprivano che nelle parti superiori di questi ecosistemi, quelli più vicini alla terraferma, gli organismi che tipicamente vivono nelle foreste pluviali abbattono sempre di più il legno caduto. Si parla di funghi, termiti e larve di coleotteri. Le mangrovie più vicine all’acqua, invece, vengono mangiate dai cosiddetti “vermi delle navi” (molluschi bivalvi della famiglia dei Teredinidi).

Aumento del livello e dell’acidità dei mari

Secondo i ricercatori è l’innalzamento del livello del mare (guidato proprio da cambiamenti climatici) a influenzare il ciclo del carbonio di queste piante che conta molto sulle maree. Anche l’aumento dell’acidità dei mari è un fattore da tenere in conto: un maggior livello di acidità, infatti, dissolve i gusci degli organismi nel mare e ciò porta ad una maggiore degradazione del legno, soprattutto nelle aree inferiori.

Equilibrio molto delicato

Ian Hendy, autore principale della ricerca, spiega che c’è un equilibrio molto delicato tra gli organismi che vivono biodegradando il legno e il legno caduto delle mangrovie. L’alterazione della decomposizione di questo legno può cambiare letteralmente i cicli del carbonio di diversi ecosistemi. Il ricercatore vuole ora partecipare ad un progetto su larga scala che dovrebbe vedere il ripristino delle mangrovie in Messico per poi capire come usare questi metodi in tutto il mondo. Lo studio è stato pubblicato su Frontiers in Forests and Global Change.[1]

Note e approfondimenti

  1. Frontiers | Biodegraders of Large Woody Debris Across a Tidal Gradient in an Indonesian Mangrove Ecosystem | Forests and Global Change (DOI: 10.3389/ffgc.2022.852217)

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