Marinai italiani sapevano delle Americhe 150 anni prima di Colombo? Il riferimento “eccezionale” in manoscritto del 1345

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I marinai italiani potrebbero aver già saputo dell’esistenza del continente americano almeno 150 anni prima del viaggio di Cristoforo Colombo secondo un interessante studio condotto dal professor Paolo Chiesa del Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano.
Pubblicato sulla rivista Terrae Incognitae, lo studio si rifà alla rianalisi di un documento risalente al 1345 scritto da Galvano Fiamma (Galvaneus Flamma), un frate domenicano ed esperto di letteratura latina medievale.[1]

Cronica universalis

Quello che ha scoperto il professor Chiesa è un passaggio definito come “eccezionale” in relazione a ciò che conoscevano, proprio in quel periodo, i marinai sul continente nordamericano.
Il saggio in questione, intitolato Cronica universalis, è stato scoperto per la prima volta nel 2013 ed è ancora inedito. Il suddetto passaggio suggerisce che i marinai di Genova già fossero a conoscenza di questa lontana terra, conosciuta come Markland o Marckalada e già citata da diverse fonti islandesi.
Probabilmente si trattava della costa atlantica del Nordamerica, il “primo riferimento al continente americano”, anche se in forma embrionale, come lo definisce Chiesa.

Saggio riportava le notizie messe in giro dai marinai

Secondo il ricercatore Genova in quel periodo era un importante centro di “notizie” e Galvano probabilmente in quel suo saggio riportava le “avventure” messe in giro dai marinai su queste lontane terre dell’estremo nord-ovest, informazioni che tra l’altro riguardavano anche la Groenlandia.
Si trattava però di voci molto vaghe, non supportate da carte geografiche né da alcuna analisi di tipo accademico. Proprio per questo Marckalada non era classificata in nessuna carta, praticamente non esisteva se non nelle chiacchiere dei marinai.

Terra ricca di alberi e di animali

Il documento Cronica universalis porta nuove prove, mai accertate prima, riguardo a quella che fino ad oggi sembrava solo una speculazione sulla prima scoperta del continente americano (da parte dei moderni europei, si intende), quella relativa al fatto che i marinai ne parlavano già almeno un secolo e mezzo prima della partenza di Colombo.
La descrizione di Marckalada fornita da Galvano non è naturalmente dettagliatissima ma in un passaggio si può leggere che quella Terra risultava “ricca di alberi” e di animali. È comunque prevista una pubblicazione del saggio in futuro non troppo lontano nell’ambito di un programma didattico proposto proprio dall’Università degli Studi di Milano.

Bisogna fidarsi di Galvano o no?

Il problema è ora solo uno: bisogna fidarsi di Galvano o no? “Non vedo alcun motivo per non credergli”, spiega Chiesa il quale ritiene che sia probabile che queste informazioni sul lontano nord-ovest marittimo siano giunte nella città di Genova tramite le rotte effettuate dalle navi verso le coste continentali del Mare del Nord nonché verso le isole britanniche.
Probabilmente i marinai genovesi, a metà del 300, erano soliti riportare notizie riguardo a queste lontane terre, alcune di fantasia, altre vere, che sentivano nei porti del Nord Europa dai marinai britannici, scozzesi, norvegesi e danesi.

Note e approfondimenti

  1. Full article: Marckalada: The First Mention of America in the Mediterranean Area (c. 1340) (IA) (DOI: 10.1080/00822884.2021.1943792)

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