Marte, forse c’erano sistemi idrotermali in passato: trovate venature “sconcertanti” nelle rocce da Curiosity

Immagine della roccia denominata dagli scienziati "Ben Hee" e sviluppata grazie allo strumento ChemCam del rover Curiosity (credito: NASA/JPL-Caltech/MSSS/LANL/IRAP-CNES)

Gli ultimi dati raccolti dal rover Curiosity su Marte rafforzano l’ipotesi secondo la quale nel lontano passato del pianeta siano esistiti veri e propri laghi. Anzi alcune tracce suggeriscono che possano essere esistiti sistemi idrotermali molto simili a quelli presenti sulla Terra. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Geophysical Research Planets.[2]

Dati ricavati nella zona del cratere Gale

Si tratta dei primi dati raccolti nella regione di Glen Torridon a sua volta situata nel cratere Gale, oggetto di studio del rover. Il rover ha analizzato il substrato roccioso dell’area, un substrato che, secondo gli scienziati, è stato alterato dalle acque che scorrevano nei sotterranei del pianeta. Si tratta di informazioni molto importanti per comprendere il livello di abitabilità del pianeta durante il suo passato.

La transizione da un clima caldo e umido ad uno freddo e secco

In particolare i ricercatori vogliono capire, come spiega Patrick Gasda, ricercatore dello Space and Remote del Los Alamos National Laboratory, quella transizione che c’è stata su Marte quando il clima è passato da una condizione calda e umida ad una fredda e secca. E proprio questa regione, spiega lo scienziato, è una delle ultime che ha visto questa fase, un periodo molto attivo della storia marziana.

ChemCam montata sul rover

I dati sono stati raccolti grazie alla ChemCam montata sul rover sviluppata proprio nei laboratori di Los Alamos con il contributo della CNES, l’agenzia spaziale francese. Grazie alle immagini raccolte dallo strumento i ricercatori hanno potuto analizzare la chimica del substrato roccioso.

Diversi “noduli” rotondi e scuri nelle rocce

Hanno notato innanzitutto diversi “noduli” rotondi e scuri nelle rocce. Si tratta di caratteristiche, come spiega Gasda, che si trovano nei laghi oggi presenti sulla Terra. Ciò suggerisce che i laghi si siano formati anche in passato di Marte.

Sconcertanti venature scure e bianche

Inoltre i ricercatori hanno notato delle strane venature scure e bianche caratterizzate da una chimica altrettanto strana. Queste venature presentavano livelli molto alti di ferro e di manganese e, nelle venature più chiare, di fluoro. Queste stesse venature sono molto sconcertanti, come spiega il ricercatore. Probabilmente suggeriscono che quando c’è stato l’impatto dell’asteroide che ha provocato la formazione del cratere le rocce si sono riscaldate mentre l’acqua sotterranea scorreva tra di loro. Diventata calda, l’acqua ha provocato l’estrazione di vari elementi tra cui il fluoro. E livelli molto alti di fluoro di solito si trovano nei sistemi idrotermali qui sulla Terra.

Sistemi idrotermali nel passato di Marte?

Se sistemi idrotermali come quelli terrestri si sono sviluppati durante il periodo in cui il lago è esistito, la cosa risulterebbe “molto eccitante”, come spiega il ricercatore. I sistemi idrotermali, infatti, trasportano vari elementi interessanti come nichel, ferro, zolfo e manganese sulla superficie. Si tratta di elementi che qui sulla Terra, proprio nei sistemi idrotermali, i batteri utilizzano per approvvigionarsi di energia. Inoltre nei sistemi idrotermali terrestri si formano diverse molecole organiche complesse, quelle che potrebbero essere state i primi mattoni della vita.

Note e approfondimenti

  1. Overview of the Morphology and Chemistry of Diagenetic Features in the Clay‐Rich Glen Torridon Unit of Gale Crater, Mars – Gasda – – Journal of Geophysical Research: Planets – Wiley Online Library (DOI: 10.1029/2021JE007097)

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