Massa di piccolo esopianeta distante 254 anni luce misurato con precisione senza precedenti

Un nuovo pianeta extrasolare è stato analizzato grazie al telescopio spaziale Keplero della NASA che non vuole proprio saperne di andare in pensione. Questo pianeta si rivela essere quello per il quale la massa è stata individuata in modo più preciso rispetto a qualsiasi altro esopianeta così piccolo, almeno fino ad oggi.
Lo stesso ricercatore che ha effettuato la misurazione, Aaron Hamann, primo autore dello studio, dichiara che è stata una cosa “del tutto inaspettata”.

Si parla di una “precisione da record” consentita proprio dalle modalità con le quali questo pianeta, insieme ad un altro, gira intorno alla sua stella.
La prima volta che Keplero ha setacciato la stella K2-146, situata a 258 anni luce di distanza da noi, gli scienziati hanno notato un modello di oscuramento irregolare.
Si parla dell’oscuramento provocato dal passaggio del pianeta davanti alla stella dal nostro punto di vista, cosa che permette di attuare il cosiddetto “metodo del transito”, uno dei più utilizzati per scoprire i pianeti oltre il sistema solare.

Confrontando i dati del primo passaggio con quelli del secondo e del terzo, individuati sempre da Keplero anni dopo, gli scienziati hanno capito che questa irregolarità era causata da un secondo pianeta più piccolo che tirava si il primo pianeta tramite la forza gravitazionale.
Ogni volta che si avvicinavano si creava una sorta di “mini effetto fionda”, come riferisce lo stesso Hamann.

Se a questo forte legame gravitazionale tra i due pianeti si aggiunge che i due pianeti orbitano intorno alla loro stella in pochissimi giorni (3,99 giorni per il più grande e 2,66 giorni per il più piccolo), si ha un forte effetto anche sull’orbita tanto che a volte possono avere anni sensibilmente più brevi oppure più lunghi: “Sarebbe come se il tuo compleanno a volte arrivasse quasi un mese prima o più tardi di quanto ti aspetteresti normalmente”, riferisce il ricercatore per citare un esempio calzante.

Inoltre Keplero ha osservato i pianeti in punti chiave durante i transiti: sostanzialmente sono stati colti proprio al momento giusto nel momento del transito, sempre dal nostro punto di vista, davanti alla loro stella. In questo modo hanno misurato la massa del pianeta più piccolo con una precisione del 3%.
Una ricerca che tra l’altro potrà avere anche implicazioni su ricerche future per quanto riguarda gli esopianeti, soprattutto per quanto riguarda le numerose scoperte che nei prossimi anni farà TESS.

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