Materia oscura, scienziati analizzano galassie satelliti della Via Lattea ottenendo importanti indizi

Intricati flussi di stelle provocati dall'attrazione gravitazionale della via Lattea nei confronti di una galassia nana vicina (credito: NASA/JPL-CALTECH/R. HURT (SSC/CALTECH))

Analisi con livelli di precisione probabilmente senza precedenti di alcune delle galassie nane satelliti della via Lattea hanno riscritto il movimento che esse hanno fatto per collocarsi nella posizione in cui le vediamo oggi, relativamente molto vicine alla nostra galassia.
I ricercatori hanno nello specifico scoperto che la Galassia Nana del Sagittario e la Grande Nube di Magellano sono “piombate” vicino alla via Lattea in un periodo non antecedente a 50 milioni di anni fa.
Il peso, abbastanza significativo considerando le due galassie nane messe insieme (si calcola tra un quinto e un terzo della massa totale della via Lattea stessa), ha attratto la via Lattea andando a creare una sorta di flusso “rimorchiatore” nei confronti della galassia della Sagittario.

Questi dati e queste informazioni possono essere utilizzate, come spiegano i ricercatori all’interno dello studio, anche per dedurre la forma e la quantità dell’alone di materia oscura che circonda la nostra galassia e quindi produrre informazioni molto utili riguardanti la materia oscura in generale.
Questi primi risultati mostrano che la distribuzione della materia oscura intorno alla via Lattea è molto più complessa di quanto calcolato in precedenza. L’alone di materia oscura assume una forma di sfera schiacciata intorno al disco della galassia con la zona superiore rivolta verso il piano galattico.

Tuttavia già 65.000 anni luce di distanza dal centro della galassia, la forma di questo alone comincia a cambiare. La forma a zucca che aveva precedentemente comincia ribaltarsi su di un lato. Questa torsione e questa strana svolta sono connesse, secondo i ricercatori, alla presenza della rete locale di filamenti di materia oscura che di solito uniscono le galassie e in questo caso uniscono la via Lattea alle galassie nane vicine.
Secondo Vasily Belokurov, astronomo a Cambridge ed uno degli autori dello studio, ottenere informazioni riguardanti l’alone di materia oscura che circonda la via Lattea è molto importante non solo per comprendere di più riguardo a questa misteriosa materia dell’universo ma anche per migliorare i modelli dell’evoluzione della cosiddetta “rete cosmica”, l’intricatissima rete di filamenti di materia oscura e materia ordinaria che si è sviluppata dal big bang fino ad oggi.

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