Materiale per camuffarsi che cambia colore ispirato ai polipi

Un gruppo di ingegneri della Cornell University, in collaborazione con il biologo Roger Hanlon del Laboratorio Marine Biological Laboratory (MBL), ha sviluppato un materiale che riesce a cambiare istantaneamente il proprio colore e la propria forma con il fine di camuffarsi nell’ambiente circostante.
Gli sviluppatori si sono ispirati ai polipi, animali marini che riescono a camuffarsi in maniera rapida cambiando il colore e la ruvidezza della propria pelle esterna.

I Polipi, infatti, possono camuffarsi tra le alghe, tra i coralli e tra molti altri oggetti o abitanti marini con estrema facilità, risultato di una evoluzione durata milioni di anni che sembra aver raggiunto il suo vertice.
La pelle camuffante di nuova invenzione si ispira proprio alle papille dei polipi delle seppie, come spiega Hanlon il quale specifica che questi organi esterni, presenti su diverse specie di cefalopodi, possono estendersi e ritirarsi in maniera pressoché istantanea e vanno a rappresentare la difesa primaria dell’animale stesso, un po’ come i gusci lo sono per i molluschi.

Le papille non sono altro che muscoli senza supporto scheletrico, come la lingua umana. Secondo Hanlon, “Nella seppia europea ci sono almeno nove serie di papille controllate indipendentemente dal cervello e ogni papilla si trasforma da una superficie piatta e 2D ad un continuum di forme fino a raggiungere la sua forma finale”.
Gli ingegneri sono stati capaci di sviluppare una sorta di tessuto sintetico programmabile e di forma piatta che può trasformarsi fino ad assumere forme in tre dimensioni. Si tratta del “classico esempio di ingegneria bio-ispirata”, chiosa Hanlon.

Fonti e approfondimenti

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