Meditazione trascendentale riduce stress perché cambia connettività nel cervello

Un ulteriore studio sottolinea gli aspetti positivi della pratica della meditazione. L’interessante studio, condotto da ricercatori della Scuola IMT Alti Studi Lucca, mostra che l’innegabile sensazione di benessere provata dalla maggior parte delle persone che fanno meditazione può essere spiegata con cambiamenti fisici e specifici all’interno del cervello.

Lo studio, pubblicato su Brain and Cognition, si è concentrato soprattutto sulla pratica nota come Meditazione Trascendentale. Questa pratica di meditazione vede la ripetizione di uno specifico suono, denominato mantra, che dovrebbe permettere alla stessa mente di raggiungere uno stato “trascendente” di consapevolezza e di assenza di pensieri.

I ricercatori hanno analizzato gli effetti di questa pratica su 34 volontari sani. I ricercatori hanno diviso i volontari in due gruppi: il primo doveva praticare la meditazione trascendentale per 40 minuti al giorno tramite due sessioni di 20 minuti. Gli altri facevano da gruppo di controllo e non praticavano sedute di meditazione.
I ricercatori poi misuravano, tramite questionari psicometrici, I livelli di ansia e di stress ed eseguivano risonanze magnetiche funzionali ai partecipanti.

Alla fine i ricercatori scoprivano che coloro che seguivano il programma di meditazione mostravano, rispetto ai soggetti del gruppo di controllo, livelli di ansia e di stress significativamente ridotti.
Inoltre le risonanze mostravano che queste riduzioni potevano essere collegate a dei cambiamenti nella connettività tra diverse regioni del cervello, tra cui il precuneus, il lobo parietale sinistro e l’insula, Tutte aree importanti per quanto riguarda la modulazione delle emozioni, come spiega Giulia Avvenuti, prima autrice dello studio.

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