Mediterraneo, studio conferma: piogge saranno sempre più scarse

Le temperature globali aumenteranno ovunque così come le piogge ma c'è un'eccezione: il Mediterraneo (credito: Doi: 10.1175/JCLI-D-19-0910.1 | Journal of Climate | American Meteorological Society)

Le temperature globali aumenteranno, secondo quanto suggerisce la maggior parte dei modelli meteorologici prodotti dagli scienziati, e ad aumentare saranno anche le precipitazioni in quanto l’aria più calda sarà capace di trasportare un quantitativo maggiore di acqua.
Tuttavia c’è un’eccezione in relazione all’aspetto delle piogge: il Mediterraneo.

In quest’area, ed in special modo nelle subregioni del medio oriente e dell’Africa nordoccidentale, le piogge infatti dovrebbero diminuire invece che aumentare e la conferma arriva da un nuovo studio di ricercatori del MIT.
L’area del Mediterraneo, come spiega Elfatih Eltahir, professore di ingegneria civile e ambientale che ha partecipato allo studio, sarà caratterizzato infatti uno dei più grandi declini delle precipitazioni mai visti a memoria d’uomo.

Quasi tutti i modelli concordano su questo declino delle piogge nel Mediterraneo anche se differiscono per quanto riguarda l’entità con variazioni che possono andare dal 10 al 60%.
In un nuovo studio il team di ricercatori cerca di spiegare i meccanismi di fondo di questa fase secca che interesserà praticamente solo il Mediterraneo e giunge alla conclusione che la fase secca sarà provocata da due fenomeni: un cambiamento nella circolazione dell’atmosfera superiore e una riduzione della differenza della temperatura che c’è tra la terraferma e il mare.

In combinazione questi due fenomeni spiegherebbero la grossa fase secca che ci attende.
Il cambiamento nella circolazione dell’atmosfera superiore è un fenomeno su larga scala ed è collegato ai potenti venti ad alta quota che determinano l’intero andamento meteorologico in Europa, in Asia e in Nordamerica. Con l’aumento delle temperature globali, aumenterà anche la forza di questi venti alla media latitudine.

Tuttavia sempre alla media latitudine questi venti incontreranno strutture che faranno da ostacoli, come le Montagne Rocciose, le Alpi e l’Himalaya. Di solito si crea un fenomeno tramite il quale c’è un’alternanza di zone di pressione dell’aria più alte e più basse ma con l’aumento del riscaldamento globale questo schema sarà alterato, alterazione che sarà accentuata anche dalla particolare geografia del Mediterraneo e della collocazione delle zone montuose in quest’area.

A questo fenomeno si aggiunge il secondo relativo alla diminuzione della differenza di temperatura che c’è tra la terraferma e il mare.
Il risultato? Precipitazioni molto scarse. Qualche evidenza è già visibile nelle regioni del Medio Oriente e del Nordafrica occidentale: “Queste sono aree in cui rileviamo già un calo delle precipitazioni”, spiega lo stesso Eltahir.

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