Mega eruzione del supervulcano di Toba non portò umani sull’orlo dell’estinzione

Punti della costa del Sud Africa in cui i ricercatori hanno trovato i frammenti di vetro (credito: Erich Fisher)

In un articolo scientifico pubblicato questa settimana su Nature, un gruppo di ricercatori si sofferma sugli avvenimenti relativi alla sopravvivenza degli esseri umani che seguirono all’enorme eruzione del super vulcano di Toba, avvenuta circa 74.000 anni fa.
L’articolo mostra come le tribù di esseri umani sulla costa del Sudafrica proprio in questo periodo riuscirono a sopravvivere, in maniera anche abbastanza proficua, ad una catastrofe di livello globale, una delle eruzioni più potenti degli ultimi 25 milioni di anni che portò anche a cambiamenti climatici con l’arrivo di un clima molto rigido.

L’eruzione del super vulcano del Monte Toba ebbe un impatto molto profondo sull’ambiente di tutto il globo e, conseguentemente, andò ad impattare anche sulle abitudini di vita degli esseri umani, almeno questo dicono le teorie predominanti.
Il disastro ambientale fu causato in particolare dalle ceneri che si propagarono dalla bocca del vulcano nell’atmosfera andando ad oscurare la luce solare: il cielo era del tutto grigio durante il giorno e diventava rosso durante la sera e la notte. Quantità enormi di aerosol nell’atmosfera diminuirono fortemente la luce solare di una percentuale, secondo i ricercatori, che va dal 25 al 90%. Gran parte delle piante si essiccò ed estesi incendi divennero cosa quotidiana.

La comunità umana dell’Africa orientale, che si pensa sia stata una delle più numerose del periodo (non che ci fossero tantissimi esseri umani a quel tempo, a dire il vero), subì naturalmente l’impatto dell’eruzione vulcanica, le cui conseguenze durarono diversi anni e furono così gravi che, sempre secondo la teoria predominante, portarono quasi gli esseri umani sull’orlo dell’estinzione.
Questi esseri umani, vissuti circa 74.000 anni fa in Africa, non ebbero alcun sentore di fatto che era avvenuta un’enorme eruzione vulcanica a migliaia di km di distanza e non capirono di certo la vera causa di quei cambiamenti improvvisi e devastanti. I gruppi sociali furono devastati e quell’accenno di società che gli esseri umani avevano provato a formare stava in sostanza collassando.

Tuttavia questi gruppi riuscirono a sopravvivere sulle zone costiere in quanto qui erano presenti diverse specie animali, in primis i molluschi, molto nutritive che sostanzialmente non accusarono il colpo, come invece avvenne per gli animali delle zone interne. In sostanza, gli esseri umani di questa zona sopravvissero senza patire troppo la fame.
I ricercatori sono arrivati a questa conclusione dopo aver trovato ed analizzato alcuni frammenti vetrosi espulsi dal vulcano Toba arrivati sulla costa orientale dell’Africa.
I ricercatori sono riusciti a comprendere che vi fu, in quel periodo, un aumento della densità di popolazione umana propria sulle coste africane.

Secondo Curtis W. Marean, uno degli autori dello studio che ha condotto anche gli scavi, “Molti studi precedenti hanno provato a verificare l’ipotesi che Toba abbia devastato le popolazioni uman ma hanno fallito perché non sono stati in grado di presentare prove definitive che collegano un’occupazione umana al momento esatto dell’evento.”
Lo studio, in sostanza, mostra che, al di là delle ipotesi apocalittiche che vedono gli esseri umani di questo periodo ridotti a pochissimi individui e sull’orlo dell’estinzione, gruppi umani anche relativamente numerosi prosperarono proprio lungo la costa ricca di cibo dell’Africa meridionale riuscendo ad attraversare la fase relativa a questa mega eruzione senza patemi particolari.

Fonti e approfondimenti



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