Meno calotte e più foreste: i cambiamenti passati ci suggeriscono perché sono fattori molto importanti

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Un team di ricercatori ha analizzato le condizioni atmosferiche ed ambientali della Terra durante il pliocene, un periodo occorso più di 3 milioni di anni fa. Si tratta di un’epoca importante in quanto nel corso di questo periodo c’è stata una fase in cui la concentrazione, superiore alle 400 ppm, di anidride carbonica nell’atmosfera simile a quella che c’è oggi.

Tuttavia c’è un mistero, come spiega Ran Feng, uno scienziato del Dipartimento di Geoscienze dell’UConn, l’autore principale del nuovo studio: nel corso del pliocene, quando le condizioni atmosferiche, almeno in termini di presenza di anidride carbonica nell’atmosfera, e quelle tettoniche erano simili a quelle odierne, diverse aree erano molto più umide e più verdi rispetto a come lo sono oggi.

Il ricercatore mette a confronto l’area del Sahel in Africa e della Cina settentrionale: 3 milioni di anni fa, quando l’anidride carbonica era più o meno agli stessi livelli di oggi, queste zone risultavano molto più verdeggianti e comunque molto più umide rispetto a quanto lo siano oggi. Le condizioni durante il pliocene, come spiega Tripti Bhattacharya, altra autrice dello studio e professoressa di scienze ambientali alla Syracuse University, suggeriscono che il clima avrebbe dovuto essere molto più secco nelle aree subtropicali. “Il nostro articolo è stato motivato dal desiderio di comprendere questa apparente discrepanza e vedere se ci sono processi che possono spiegare le aree subtropicali più umide del pliocene”, spiega la Bhattacharya.

I ricercatori hanno creato anche simulazioni al computer all’avanguardia per comprendere i fattori responsabili di questa discrepanza giungendo alla conclusione che deve essere esistito, nel corso del pliocene, qualche fattore che non viene mostrato dai modelli. Tuttavia i ricercatori hanno fatto comunque qualche interessante scoperta, come spiega Feng: “Abbiamo scoperto che l’idroclima nelle aree aride come il Sahel e l’Asia orientale subtropicale diventa molto più umido quando abbiamo preso in considerazione i cambiamenti della vegetazione e della calotta glaciale nelle simulazioni del Pliocene”.

Secondo i ricercatori, il ritiro della calotta glaciale nonché lo stesso inverdimento continentale sono fattori molto importanti per i cambiamenti relativi alla temperatura superficiale in quanto agiscono sulla albedo, ossia sulla capacità della stessa superficie della Terra di riflettere la luce del sole. Meno ghiaccio superficiale e più foreste significa infatti un quantitativo minore di luce del sole riflessa e ciò porta a più calore superficiale e quindi più umidità.

Un’albedo più basso influenza il ciclo idrogeologico, produce più evaporazione e altera anche i percorsi dell’umidità. Sul lungo termine sono fattori che possono portare anche a cambiamenti importanti, cambiamenti che evidentemente non vengono presi in considerazione quando si tenta di predire le condizioni del clima per i prossimi decenni, come spiega Feng.

Note e approfondimenti

  1. Past terrestrial hydroclimate sensitivity controlled by Earth system feedbacks | Nature Communications (DOI: 10.1038/s41467-022-28814-7)

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