Meno vitamina B9 fa vivere vermi più a lungo e migliora metabolismo nei topi

Sembrano interessanti risultati di uno studio pubblicato su Life Science Alliance[1] , risultati che paiono sfidare la convinzione consolidata che un elevato apporto di folati sia universalmente benefico per la salute. I ricercatori della Texas A&M AgriLife Research hanno scoperto che ridurre il consumo di folati faceva vivere più a lungo lieviti e vermi (Caenorhabditis elegans) e produceva miglioramenti anche nei topi, in particolare una plasticità metabolica migliorata. Si tratta di caratteristiche che, almeno potenzialmente, sono collegati a metabolismi più sani e potenzialmente ad una migliore longevità.

Il paradosso del folato: meno può essere meglio per gli anziani

Il folato, noto anche come vitamina B9, è da tempo riconosciuto per il suo ruolo cruciale nella crescita e nello sviluppo cellulare, in particolare nella prevenzione dei difetti alla nascita. Tuttavia, gli effetti a lungo termine di un elevato consumo di folato durante tutta la vita sono rimasti poco chiari. Lo studio, condotto da Michael Polymenis, suggerisce che l’assunzione ottimale di folato può variare a seconda dell’età di un individuo. Mentre livelli più elevati di folato sono essenziali durante le prime fasi della vita, un’assunzione inferiore più avanti nella vita potrebbe giovare alla salute metabolica e alla longevità.

Flessibilità metabolica e invecchiamento più sano

Limitando il folato nei modelli animali, i ricercatori hanno osservato una diminuzione nei processi correlati alla crescita e alla costruzione cellulare. Tuttavia, hanno anche notato un miglioramento nella flessibilità metabolica. Questa migliore capacità di passare dal metabolismo dei carboidrati a quello dei grassi potrebbe portare a un invecchiamento più sano. I modelli femminili con diete limitate in folato hanno mostrato transizioni più rapide tra stati metabolici, mentre i maschi hanno mostrato tassi metabolici aumentati durante i periodi attivi. È importante notare che, nonostante la riduzione dell’assunzione di folato, i modelli hanno mantenuto il loro peso e grasso corporeo fino alla vecchiaia senza mostrare segni di anemia o altre conseguenze negative per la salute.

Implicazioni per la nutrizione di precisione

I risultati supportano il concetto di nutrizione di precisione, sostenendo raccomandazioni dietetiche personalizzate basate sull’età e sulle esigenze individuali. Polymenis spiega che mentre un livello più alto di folato è fondamentale durante la prima infanzia per la crescita e lo sviluppo mentre un apporto inferiore più avanti nella vita può forse giovare alla salute metabolica e alla longevità anche negli esseri umani. Tuttavia, i ricercatori mettono in guardia dall’evitare completamente il folato, sottolineando la necessità di ulteriori indagini per determinare i livelli di assunzione ottimali per diverse fasce d’età.[2]

Approfondimenti

  1. Late-life dietary folate restriction reduces biosynthesis without compromising healthspan in mice | Life Science Alliance
  2. Reduction in folate intake linked to healthier aging in animal models – AgriLife Today

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