Metà dei casi di Ebola non individuati secondo studio

Il virus dell’Ebola si rivela molto grave non solo perché causa una patologia mortale per l’uomo ma anche perché è una di quelle patologie meno individuate tanto che un nuovo studio, pubblicato su PLOS Neglected Tropical Diseases, dichiara che ben metà dei casi di epidemie di Ebola non vengono identificati tempestivamente.

Lo studio, condotto dalla ricercatrice Emma Glennon dell’Università di Cambridge, si basa su tre set di dati indipendenti riguardanti l’epidemia di Ebola occorsa tra il 2013 e il 2016 in Africa occidentale.
Eseguendo delle simulazioni riguardanti la trasmissione della malattia da persona a persona e confrontandole con questi dati, in particolare quelli riguardanti le dimensioni del focolaio, i risultati mostravano che metà dei casi di contagio sono probabilmente passati letteralmente inosservati.

La ricerca mostra quanto siano importanti le infrastrutture sanitarie locali, in particolare in quelle aree in cui si verificano i focolai più gravi di questa malattia e nelle regioni più povere.
Come in altri casi di patologie virali per le quali non esiste una cura specifica o i farmaci sono ancora in fase sperimentale, anche per l’Ebola, e forse ancor di più, c’è bisogno che sia individuata in tempo non solo per iniziare la terapia ma anche per evitare che i focolai stessi si ingrandiscano e che la malattia si diffonda in aree più grandi.

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