Mezzo milione di cozze trovate “cotte vive” in acque marine troppo calde

Acque insolitamente calde al largo della Nuova Zelanda avrebbero provocato la morte di almeno mezzo milione di cozze e bivalvi, una “strage” che gli esperti hanno subito collegato ai cambiamenti climatici in corso.

La grossa massa di molluschi morti è stata trovata da un uomo di Oakland nei pressi di Maunganui Bluff Beach, Isola del Nord.
Secondo Chris Battershill, un ecologo marino dell’Università di Waikato, non sarebbe il primo caso di molluschi morti in massa nell’area, casi che si sarebbero verificati già altre volte negli ultimi anni.

Alla base ci sarebbero le condizioni molto calde dell’acqua e il fatto che la stessa acqua del mare resta per lunghi periodi insolitamente calma, cosa che favorisce l’acquisizione della luce solare e aumenta il livello di riscaldamento.
Ciò porta ad alti livelli per stress di questi molluschi che restano a corto di ossigeno per poi alla fine morire, “effettivamente cotti vivi”, dichiara l’esperto senza mezzi termini.

E questo considerando che, in fin dei conti, le cozze sono animali resistenti tanto che sui banconi di pescivendoli e supermercati restano vive solo aggiungendo un po’ d’acqua.
Secondo gli esperti, le popolazioni di cozze di queste aree più calde si sposteranno, lentamente, sempre di più nelle regioni marine più fredde in quanto le temperature irreversibilmente tenderanno ad aumentare sempre di più durante prossimi decenni.

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