Microalghe importante fonte di omega-3 per l’alimentazione umana

Alghe del genere Nannochloropsis (credito: CSIRO, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Un nuovo studio sottolinea ancora una volta la possibilità che le microalghe potrebbero essere utilizzate come importante alimento per gli esseri umani. Il nuovo studio è stato realizzato da ricercatori dell’Università Martin Luther di Halle-Wittenberg (MLU) e sottolinea in particolare quanto le microalghe potrebbero offrire il giusto quantitativo di acidi grassi omega-3 per il corpo umano e quanto la stessa “coltivazione” di queste alghe sia più rispettosa per l’ambiente rispetto ai pesci.

È da diversi decenni che si cerca di capire se le microalghe possano rivelarsi utili come carburanti alternativi ma solo negli ultimi anni si sta prendendo seriamente in considerazione la possibilità che possono rappresentare un’importante fonte di nutrienti per gli esseri umani, in particolare di quelli che di solito assumiamo mangiando pesce e specie ittiche varie.
I ricercatori si sono in particolare concentrati sulle microalghe prodotte nei fotobioreattori, sistemi chiusi in cui possono essere coltivate più facilmente, in Germania.

Il loro modello, che ha considerato anche gli impatti ambientali specifici per località, mostra che la coltivazione di microalghe in ambienti controllati chiusi come quelli dei fotobioreattori ha un impatto sull’ambiente abbastanza simile a quello che ha la pesca e la produzione ittica. Tuttavia se si prende in considerazione la quantità di acidi grassi omega-3, l’acquacoltura con i pesci cominciano a diventare più conveniente in quanto non sottopone l’ambiente ad una pressione così pesante come invece fa l’acquacoltura tradizionale.

Ecco perché le microalghe potrebbero essere prese in seria considerazione per integrare la nostra dieta con gli acidi grassi omega-3 che attualmente, sostanzialmente, possiamo prelevare solo dei pesci e dalle specie ittiche.
“Le microalghe non dovrebbero e non possono sostituire completamente il pesce come fonte di cibo. Ma se le microalghe potessero essere stabilite come cibo comune, sarebbe un’altra eccellente fonte ecologica di acidi grassi omega-3 a catena lunga”, spiega Toni Meier, uno degli autori dello studio.

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