Microbi oceanici modificati geneticamente potrebbero produrre nuovi biocarburanti ecologici

I risultati di una ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences[1] rivelano nuove strategie con cui alcuni microbi marini riescono ad adattarsi a condizioni ambientali estreme grazie a minime modifiche genetiche.

Microbi fotosintetici e adattamento ambientale

Un team di studiosi dell’Università del Colorado Boulder e del laboratorio Oak Ridge ha analizzato come i cianobatteri marini riescano a sopravvivere a forti variazioni di luce e temperatura. Utilizzando la tecnica CRISPR interference (CRISPRi), gli scienziati hanno abbassato l’attività di ogni singolo gene nel genoma di *Synechococcus sp. PCC 7002*, una specie chiave per la produzione di ossigeno. L’obiettivo era osservare come questi microrganismi reagiscono allo stress ambientale e capire quali modifiche li rendano più resilienti.

Espressione genica e condizioni estreme

La ricerca ha messo in luce che una riduzione parziale dell’attività genica, anziché una soppressione totale, ha offerto ai microbi un vantaggio evolutivo in ambienti difficili. In particolare, si è osservato che piccoli cambiamenti nei geni legati alla fotosintesi, all’assorbimento del carbonio e al metabolismo permettono una crescita più rapida sotto condizioni come il freddo e la luce monocromatica. Le risposte variavano in base allo spettro luminoso, dimostrando che l’ottimizzazione non è unica ma dipende dal contesto.

Una risorsa per la bioingegneria

Jerome Fox, co-autore dello studio, spiega che questi risultati sono fondamentali per progettare cianobatteri sintetici più efficienti. Tali organismi potrebbero in futuro essere usati per produrre biocarburanti o materiali biodegradabili. Il metodo permette anche di studiare in maniera più dettagliata come anche le cellule umane reagiscano allo stress.

Un futuro più verde grazie ai microbi

I ricercatori intendono ora approfondire il modo in cui i cianobatteri convertono la luce in energia. Questa conoscenza potrebbe portare allo sviluppo di tecnologie sostenibili basate su organismi modificati, capaci di produrre sostanze utili in modo naturale ed ecologico. Il lavoro è stato ispirato dallo scienziato Jeff Cameron, il cui contributo è stato definito fondamentale da tutto il gruppo.

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