Microbioma intestinale collegato ad artrite reumatoide in un nuovo studio

Uno studio pubblicato su Genome Medicine collega il microbioma intestinale, l’insieme di tutti i microrganismi dell’intestino, all’artrite reumatoide. Secondo i ricercatori del Center for Individualized Medicine della Mayo Clinic, tra i batteri dell’intestino può essere individuato un “indicatore significativo” dei livelli di miglioramento della condizione relativa all’artrite reumatoide.[1]

Batteri dell’intestino per capire andamento dell’artrite reumatoide

Secondo Jaeyun Sung, un biologo computazionale della Mayo e autore senior dello studio, si tratta della prima ricerca che mostra che è possibile utilizzare le informazioni del microbioma dell’intestino per capire l’andamento dell’artrite reumatoide e ciò può essere fatto in maniera indipendente dalle condizioni iniziali della stessa patologia o dai trattamenti precedenti.

Che cos’è l’artrite reumatoide

L’artrite reumatoide è una patologia di livello cronico. Vede infiammazioni e dolori articolari che poi possono provocare erosione ossea e cartilaginea nonché deformità delle articolazioni e nei casi più gravi perdita di immobilità.[1]

La nuova tecnica genomica usata dai ricercatori

I ricercatori hanno usato una nuova tecnica di analisi genomica di precisione sui campioni escrementizi di 32 pazienti con artrite reumatoide. I ricercatori hanno scoperto interessanti informazioni riguardanti vari tratti del microbioma dell’intestino che possono essere collegati a prognosi future di questa malattia.
“Abbiamo osservato tratti del microbioma significativamente diversi tra i pazienti che alla fine hanno mostrato un miglioramento e quelli che non lo hanno fatto”, spiega John M. Davis III, reumatologo della Mayo ed esperto di artrite infiammatoria, altro autore dello studio.
Tra i batteri collegati i ricercatori hanno individuato quelli dei generi Coprococcus, Bilophila ed Eubacterium.

Accuratezza del 90%

Secondo quanto spiega Sung, gruppi di microbi dell’intestino crescono e si sviluppano in maniera diversa a seconda dell’eventuale esito clinico di artrite reumatoide.
Tramite algoritmi di intelligenza artificiale, poi, i ricercatori hanno usato questo collegamento per capire le probabilità relativi al decorso dell’artrite reumatoide con un’accuratezza del 90%, come riferisce il comunicato della Mayo Clinic.

Biomarcatori prognostici

“Con un ulteriore sviluppo, tali biomarcatori prognostici potrebbero identificare i pazienti che otterranno un miglioramento clinico precoce con una determinata terapia, risparmiando loro la spesa e il rischio di altre terapie che hanno meno probabilità di essere efficaci”, spiega Davis.[1]
Proiettandosi un po’ più nel futuro, i ricercatori prevedono che questo collegamento possa essere sfruttato anche per il trattamento stesso dell’artrite reumatoide e per migliorare l’esito clinico dei pazienti.[1]

Note e approfondimenti

  1. Mayo researchers link gut microbiome to rheumatoid arthritis prognosis (IA)
  2. Gut microbial determinants of clinically important improvement in patients with rheumatoid arthritis | Genome Medicine | Full Text (IA) (DOI: 10.1186/s13073-021-00957-0)

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