Microplastiche invadono anche i fiumi: trovate nel 50% degli insetti

In tema di microplastiche, termine con il quale di solito si indicano tutti quei residui di plastica di dimensioni molto piccole (sotto 5 mm) che inquinano l’ambiente, non si fa quasi mai riferimento ai fiumi, ma solo a mari ed oceani.

In realtà, come descrive anche una ricerca prodotta dalla School of Biosciences dell’Università di Cardiff, questa tipologia di inquinamento risulta essere molto diffusa anche nei corsi d’acqua, come rilevato da prime analisi nei fiumi del Galles meridionale.

Frammenti di microplastica al di sotto dei 5 mm di lunghezza sono stati infatti trovati all’interno dei corpi del 50% degli insetti abitanti gli ecosistemi dei fiumi, chiaramente ingeriti.
Fred Windsor, studente presso l’Università di Cardiff e uno di autori della ricerca, descrive lo studio in questo modo: “Nel nostro studio, abbiamo testato gli insetti a monte e a valle degli impianti di trattamento delle acque reflue sui fiumi Taff, Usk e Wye, e abbiamo riscontrato che le materie plastiche erano sorprendentemente diffuse”.

Steve Ormerod, co-direttore del Water Research Institute della Cardiff University aggiunge: “I fiumi urbani nel Regno Unito si stanno riprendendo da decenni di inquinamento grave, ma le informazioni crescenti dimostrano che la plastica rappresenta un nuovo rischio per gli organismi fluviali non solo nelle città e nelle città, ma anche in alcune zone rurali”.

Non si tratta, infatti, di un problema per i soli insetti: questi vengono ingeriti da animali più grandi, come ad esempio gli uccelli, cosa che fa entrare la plastica nella catena alimentare con rischi per la fauna selvatica se non per gli esseri umani stessi.

Fonti e approfondimenti



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