Microplastiche trovate anche nei remoti ed incontaminati fiordi della Patagonia cilena

I cinque siti nei fiordi cileni della Patagonia da cui ricercatori hanno prelevato i campioni (credito: C. Castillo, et al./Marine Pollution Bulletin)

Dopo aver analizzato campioni di acqua prelevati dai fiordi della Patagonia cilena, un team di ricercatori è giunto alla conclusione che anche in queste aree marine remote sono presenti livelli abbastanza elevati di microplastiche. Si tratta di un ulteriore studio che mostra che l’inquinamento da microplastiche è oramai un fenomeno globale che riguarda qualsiasi località, anche quelle più remote.

Microplastiche anche nei fiordi remoti

I ricercatori dell’Universidad de Concepción, che hanno pubblicato il proprio studio su Marine Pollution Bulletin, sospettavano che anche in questi fiordi, ossia specchi d’acqua abbastanza lunghi, profondi che a volte si insinuano nell’entroterra come dei larghi fiumi, potessero insinuarsi le microplastiche, ossia ciò che rimane dell’inquinamento plastico a seguito di una sorta di processo di “degradazione”.

Cosa sono le microplastiche

Le microplastiche sono infatti pezzettini di plastica lunghi pochi millimetri, più piccole di un insieme di sesamo. Ricerche precedenti hanno mostrato che persone essere dannose per la vita se ingerite. Con il passare del tempo il processo di smembramento fa diventare questi pezzettini sempre più piccoli fino a quando diventano invisibili e proprio quando sono diventati invisibili sono più pericolosi in quanto continuano a creare il danno inquinante ma non sono più percettibili (se non attraverso analisi di laboratorio).

Microplastiche presenti in tutti i fiordi analizzati

Durante la spedizione a bordo di una nave scientifica durata cinque giorni, hanno attraversato vari di questi fiordi prelevando vari campioni di acqua. In seguito hanno analizzato questi campioni laboratorio e in tutti e 30 i campioni prelevati erano presenti microplastiche.
I campioni erano stati raccolti da luoghi diversi, ad esempio più vicino all’oceano o più lontano, e a diverse profondità. Alla fine scoprivano che la quantità più alta di microplastiche proviene da quelle zone marine più in profondità, dunque più soggette alle correnti oceaniche sotterranee.

Molta della plastica proviene dalle barche dei pescatori

Queste ultime, secondo i ricercatori, possono trasportare questa plastica fin dentro questi fiordi incontaminati da varie parti del mondo. Hanno scoperto che, però, molta della plastica proveniva dalla vernice e dalle sostanze per la smaltatura delle barche di pescatori locali.

Fenomeno di natura globale e non più controllabile

Come spiega Peter Deneen, un esperto di inquinamento da microplastiche, puoi scegliere praticamente qualsiasi località sulla Terra, dalle profondità della fossa delle Marianne fino all’Artico, prelevare un campione e analizzarlo e scoprirai chiede al suo interno sono presenti delle microplastiche. E si tratta di una tipologia di inquinamento che non scompare, anzi i pezzettini tendono a diventare sempre più piccoli e dunque sempre meno visibili e sempre meno trattabili.

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