Microrobot introdotto nello stomaco ripara lesioni stampando cellule vitali

Fase dell'esperimento condotto dai ricercatori su uno stomaco da laboratorio: il microrobot si introduce nell'organo attraverso l'endoscopio e stampa cellule vitali direttamente nel punto della lesione (credito: Doi: 10.1088/1758-5090/aba4ff - Biofabrication - IOPscience)

Un microrobot per trattare le ferite gastriche è stato costruito dal gruppo di ricercatori dell’Università Tsinghua di Pechino. Il microrobot si affida ad una nuova tecnologia denominata “bioprinting in vivo in situ” per effettuare le riparazioni dei tessuti all’interno degli organi gastrici del corpo.
Il microrobot, descritto in un nuovo studio apparso sulla rivista Biofabrication, potrebbe essere dunque una soluzione per diversi casi di lesione della parete gastrica. Si tratta di un problema abbastanza comune che avviene nel tratto digerente e che coinvolge il 12% della popolazione mondiale (a livelli molto vari per quanto riguarda la gravità), come spiega Tao Xu, professore dell’Università cinese e uno degli autori dello studio.

La tecnica della bioprinting fornisce nuove cellule direttamente nel punto della ferita onde riparare il tessuto danneggiato. Purtroppo questa tecnologia oggi è molto difficile da attuare per quanto riguarda problemi all’interno del corpo: i dispositivi “bioprinter” sono grandi e non possono essere utilizzati per riparare tessuti all’interno del corpo senza effettuare interventi chirurgici invasivi.
Proprio per questo i ricercatori hanno creato un piccolo robot che entra nel corpo (tramite endoscopio) ed esegue la riparazione dei tessuti. Il microrobot può ripiegarsi su se stesso e occupare molto meno spazio nel momento in cui deve entrare nel corpo del paziente. Una volta entrato si “riapre” ed inizia l’operazione di bioprinting.

I ricercatori hanno testato questo robot in due modalità: con un modello biologico in laboratorio simile ad uno stomaco umano e con un endoscopio; hanno quindi eseguito il test in una coltura di cellule per capire l’efficacia del microrobot nello stampare cellule vitali e quindi nel riparare le ferite.
Entrambi i test hanno avuto successo, come spiega Wenxiang Zhao, dottorando del professor Xu ed altro autore dello studio. In particolare la coltura cellulare mostrava che le cellule stampate restavano vitali e costantemente prolifiche. Si tratta di un’indicazione della efficiente funzione biologica delle cellule stampate.
Ora i ricercatori vogliono ridurre ancora di più il microrobot nelle dimensioni e vogliono sviluppare bioinchiostri più efficaci ma la sensazione è che il futuro delle operazioni chirurgiche per trattare le lesioni gastriche stia proprio in microrobot come questi.

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