
Un progetto di ricerca recentemente pubblicato su Foods[1] svela due nuovi metodi per rilevare il miele adulterato, affrontando una crescente preoccupazione per le frodi alimentari. Con la domanda di miele in aumento da parte dei consumatori, l’industria affronta un rischio maggiore che i truffatori dilui il miele puro con sciroppi economici.
Lo studio si concentra su due tecniche innovative: la spettroscopia Raman offset spaziale (SORS) e il codice a barre del DNA, entrambe promettenti per il rilevamento rapido e accurato del miele adulterato.
Nuove tecniche per identificare il miele falso
La tecnica SORS, sviluppata dai ricercatori della Cranfield University in collaborazione con la Food Standards Agency e lo Science and Technology Facilities Council del Regno Unito, offre un approccio rivoluzionario all’autenticazione del miele. Questo metodo non invasivo utilizza l’analisi della luce per rilevare adulteranti nel miele senza aprire il barattolo. Analizzando l'”impronta digitale” degli ingredienti, SORS identifica efficacemente la presenza di sciroppi di zucchero.
La portabilità e la facilità d’uso della tecnica la rendono ideale per lo screening del miele lungo tutta la filiera, fornendo un potente strumento contro le frodi alimentari.
Codice a barre del DNA: un approccio sensibile
In un altro studio, il DNA barcoding è stato impiegato per rilevare l’adulterazione in campioni di miele del Regno Unito. Questo metodo, già utilizzato nell’autenticazione alimentare, identifica il DNA vegetale per confermare la presenza di sostanze estranee.
I ricercatori hanno rilevato con successo anche piccole quantità di sciroppo di riso e mais nel miele, dimostrando la sensibilità e l’affidabilità del metodo. Maria Anastasiadi della Cranfield University sottolinea che questo metodo è particolarmente efficace a causa delle grandi variazioni nella composizione naturale del miele.

