
I ricercatori della Washington University di St. Louis hanno pubblicato su Neuroscience and Biobehavioral Reviews[1] uno studio che propone un nuovo modello per comprendere l’efficacia della mindfulness nel contrastare l’ansia. L’articolo suggerisce che diverse tecniche di meditazione possano agire in modo mirato su forme distinte di ansia, migliorando il controllo cognitivo.
Non tutte le ansie sono uguali
L’ansia non si presenta in un’unica forma, ma varia da preoccupazioni leggere a disturbi clinici profondi. Resh Gupta, ricercatrice post-doc nel cluster Mindfulness Science & Practice, spiega che è fondamentale capire come ciascun tipo di ansia interagisca con i processi mentali. Per questo, il team ha ideato una cornice teorica che differenzia le strategie mindfulness da applicare a seconda dei sintomi specifici.
Il ruolo chiave del controllo cognitivo
Todd Braver, docente di neuroscienze cognitive, afferma che il cuore della questione è il controllo cognitivo, ovvero la capacità di gestire pensieri e azioni per raggiungere obiettivi. L’ansia tende a sovraccaricare la memoria di lavoro con pensieri negativi, mentre la mindfulness può rafforzare le aree cerebrali preposte alla regolazione. Gli studi di neuroimaging hanno confermato che la meditazione attiva proprio queste regioni.
Due approcci, due soluzioni
Per chi soffre di preoccupazioni continue, la tecnica più utile sembra essere la meditazione a attenzione focalizzata, che insegna a riportare la mente su un “ancoraggio” come il respiro. Al contrario, chi sperimenta sintomi fisici intensi può trarre giovamento dal monitoraggio aperto, che permette di osservare sensazioni interne ed esterne senza reazione emotiva. Gupta evidenzia come queste pratiche vadano calibrate sulla persona.
Verso una mindfulness di precisione
Lo studio propone anche un piano dettagliato per testare scientificamente questi effetti: dalle induzioni di stati meditativi controllati, fino all’uso di EEG e fMRI per mappare le risposte cerebrali. L’obiettivo è sviluppare trattamenti personalizzati che integrino scienza e pratica contemplativa. Secondo Braver, conoscere il proprio tipo di ansia e scegliere la tecnica giusta può migliorare la qualità della vita in modo concreto.


