Mini reni sviluppati in laboratorio da cellule staminali per testare farmaci

I ricercatori dell'Università Tecnologica di Nanyang, Singapore, che hanno sviluppato i mini reni (NTU Singapore)

Ancora una notizia riguardante organi umani costruiti in laboratorio in versione “ridotta”, conosciuti anche come organoidi.
Anche in questo caso si tratta di “mini reni”, stavolta costruiti tramite le cellule della pelle prelevate da un paziente con malattia renale policistica, una delle cause più comuni di insufficienza renale.

Con questi mini organi i ricercatori intendono infatti capire meglio come le patologie e le malattie si sviluppano negli organi umani “vivi” e come reagiscono ai farmaci senza naturalmente dover analizzare organi all’interno di persone viventi.
I ricercatori hanno riprogrammato le cellule della pelle del paziente ottenendo cellule staminali pluripotenti.

Con queste ultime hanno poi sviluppato in laboratorio organoidi renali simili ai reni fetali umani nei primi tre o sei mesi di sviluppo.
Con questo mini organi hanno poi potuto convalidare e testare gli effetti terapeutici delle molecole di uno specifico farmaco per trattare il rene policistico.

Si tratta di un metodo di verifica che spiana la strada a piani di trattamento pressoché personali per ogni paziente perché “la composizione genetica di un paziente è strettamente intrecciata a come si svilupperà la sua malattia renale, poiché il tipo di mutazione all’interno del gene che causa la malattia può differire da paziente a paziente”, come specifica Xia Yun, ricercatore dell’Università Tecnologica di Nanyang, Singapore, uno degli autori dello studio.

Naturalmente lo stesso metodo può essere utilizzato anche per altre malattie renali.
Lo studio è stato pubblicato su Cell Stem Cell.

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