Mirtilli, effetti su glucosio e colesterolo dopo pasti scoperti in nuovo studio

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Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, prende in considerazione l’assunzione di mirtilli sulle funzioni cardiometaboliche dopo i pasti. I ricercatori hanno voluto in particolare esaminare l’effetto dell’assunzione di mirtilli dopo pasti ad alta densità energetica facendo consumare a diversi partecipanti un pasto molto calorico con grassi, carboidrati e proteine insieme ai mirtilli.
I ricercatori sono giunti alla conclusione che una sola tazza di mirtilli (in questo caso assunta da parte dei partecipanti sotto forma di polvere liofilizzata) può attenuare quegli effetti negativi che possono sussistere, in particolare nelle popolazioni a rischio, dopo il consumo di un pasto ad alto contenuto ad alto contenuto di grassi o di zuccheri per 24 ore.[1]

L’esperimento

I ricercatori hanno svolto l’esperimento su varie persone adulte, con un’età compresa tra i 50 e i 75 anni, con sindrome metabolica. I soggetti non avevano storie di diabete, di malattie vascolari e di cancro né storie recenti di fumo.
I partecipanti dovevano consumare un pasto ad alta densità energetica insieme ad una quantità di mirtilli liofilizzati da 26 grammi (equivalenti a circa una tazza oppure 150 grammi di mirtilli freschi) oppure una polvere placebo da 26 grammi.
I ricercatori effettuavano diverse analisi prima e dopo l’assunzione. Le analisi, effettuate in diversi momenti durante le 24 ore dopo il pasto, riguardavano i livelli di glucosio e di insulina nonché altri valori riguardanti le risposte all’assunzione di lipidi e di lipoproteine o le funzioni vascolari.[1]

Scoperte

I ricercatori scoprivano che il consumo dell’equivalente di una tazza di mirtilli, tramite una polvere liofilizzata, attenuava gli effetti negativi postprandiali di un pasto ad alta densità energetica nelle 24 ore. In particolare i mirtilli riducevano la quantità di insulina nel sangue e i livelli di glucosio, abbassavano il colesterolo e miglioravano il colesterolo collegato alle lipoproteine ad alta densità (HDL-C). Il consumo di mirtilli, inoltre, migliorava i livelli dell’apolipoproteina A1 (Apo-A1), una proteina che ha un ruolo nel metabolismo dei lipidi.[1]

Mirtilli sembrano abbassare carico cardiometabolico dei pasti ad alta densità energetica

A fronte di queste conclusioni, i ricercatori riferiscono nello studio che il consumo di mirtilli ricchi di antociani può abbassare il “carico cardiometabolico acuto dei pasti ad alta densità energetica”.[1]
Già diversi studi in precedenza hanno mostrato gli effetti benefici che i mirtilli possono avere sul corpo umano. In particolare gli antociani, costituenti polifenolici presenti nei mirtilli, sembrano avere effetti positivi sulle patologie cardiovascolari e sul diabete di tipo 2.[1]

Note e approfondimenti

  1. Blueberry anthocyanin intake attenuates the postprandial cardiometabolic effect of an energy-dense food challenge: Results from a double blind, randomized controlled trial in metabolic syndrome participants – ScienceDirect (DOI: 10.1016/j.clnu.2021.11.030)

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