Misteriosa “malattia del cervello” sta uccidendo centinaia di bambini in India

Una misteriosa “malattia del cervello” ha colpito una delle regioni più povere dell’India, sede di almeno 100 milioni di abitanti, tra l’altro alle prese in queste settimane con un caldo asfissiante da record.
Più di 100 bambini, infatti, sono già morti nello stato indiano del Bihar, uno stato già noto alle cronache perché caratterizzato da alcuni degli indici più bassi e peggiori per quanto riguarda l’accesso alle cure mediche l’assistenza sanitaria.

I bambini sono stati uccisi probabilmente da un virus che infetta il cervello e che sembra sia collegato al litchi, un frutto che nasce da una pianta tropicale (Litchi chinensis), coltivato da secoli in diverse parti del mondo, in particolare del sud-est asiatico.
Si tratta dell’epidemia della Sindrome da Encefalite Acuta (Acute Encephalitis Syndrome, AES, conosciuta localmente anche come Chamki Bukhar), una patologia che porta ad un improvviso abbassamento di glucosio nel sangue dopo varie fasi iniziali che prevedono convulsioni e alterazioni mentali.

I primi focolai, almeno quelli di cui si abbia testimonianza, sono stati registrati in questa regione già nel 1995, in particolare nei periodi coincidenti con la stagione più propizia per la crescita del litchi.
Secondo i ricercatori la malattia è collegata ad una sostanza tossica che si trova nel frutto ma sono necessarie più ricerche per trovare conferme.

Non ci sono neanche dati sufficienti per capire se il forte caldo di questi giorni possa essere collegato alla diffusione della malattia.
Al momento i casi mortali rientrano ancora nelle centinaia ma diversi focolai sono stati registrati anche in altre regioni del Bangladesh e del Vietnam.

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