Misteriose “bolle” scoperte con radiotelescopi: astronomi non sanno come spiegarle

Il primo degli ORC individuato dai ricercatori. Proprio al centro della bolla si può notare una galassia arancione ma gli stessi ricercatori non sanno se faccia parte dell'ORC o se sia solo una coincidenza (credito: Bärbel Koribalski, immagine basata sui dati ASKAP, con l'immagine ottica del Dark Energy Survey)

È apparso su The Conversation l’articolo, poi ripreso in queste ore da tantissime testate, firmato da Ray Norris, un professore della Scuola delle Scienze della Western Sydney University, che descrive alcuni oggetti cosmici di forma globulare che non somigliano a niente che sia stato già individuato in precedenza.
Norris, che ha effettuato la scoperta insieme ai suoi colleghi nel contesto del progetto Evolutionary Map of the Universe (EMU), parla di oggetti misteriosi che sembrano cerchi spettrali di emissioni radio del tutto sospesi nello spazio come una sorta di anello di fumo cosmico. Fino ad ora i ricercatori ne hanno individuati due.

Australian Square Kilometre Array Pathfinder (ASKAP)

La scoperta è stata effettuata con il telescopio Australian Square Kilometre Array Pathfinder (ASKAP) della CSIRO. Si tratta di un telescopio che lo stesso Norris definisce come “rivoluzionario” perché, tra le altre cose, può scandagliare enormi fasce di cielo in maniera relativamente rapida e arrivando a sondare profondità cosmiche mai raggiunte prima. Con una potenza del genere, è stato possibile rilevare anche oggetti deboli, diffusi, quasi inconsistenti come queste bolle cosmiche dalla natura sconosciuta.

Subito soprannominarti “odd radio circles” (ORC)

I ricercatori li hanno soprannominati “odd radio circles” (ORC), che è traducibile con la “strani cerchi radio”, locuzione che ne ricorda la forma nonché il fatto che sono stati scoperti sulla radiofrequenza. I ricercatori non sanno neanche quanto siano grossi e quanto siano lontani, e forse sono proprio queste le cose più misteriosi di questa vicenda.
Per quanto ne sanno attualmente gli stessi ricercatori, potrebbero trovarsi nella nostra galassia ed essere grandi solo pochi anni luce di diametro oppure potrebbero trovarsi in una lontanissima galassia, forse distante miliardi di anni luce, ed avere diametri di milioni di anni luce.

Con i telescopi ottici non si vede nulla

Provando a scandagliare le zone in cui gli ORC sono presenti con telescopi ottici non si avverte nulla, cosa che lascia intendere che si tratta di anelli di sole emissioni radio.

Nuvole di elettroni?

Le prime ipotesi? Non riso parla di probabili nuvole di elettroni ma ciò non spiegherebbe perché non si nota nulla sulla lunghezza d’onda della luce visibile. È un vero e proprio puzzle e i puzzle come questi sono ciò che tutti gli astronomi sognano.

Resti di una supernova?

Tra le altre ipotesi, segue quella dei resti di una supernova, ossia i resti dell’esplosione di una stella, cosa che gli stessi ricercatori tendono ad escludere perché i due ORC sembrano entrambi molto lontani da qualsiasi altra stella intorno.

Emissioni radio da zone di formazione stellare?

Potrebbero dunque essere emissioni radio provenienti da aree ad intensa formazione stellare, cosa che è escludibile per lo stesso motivo di cui sopra.

Lobi espulsi da buchi neri supermassicci?

Potrebbero inoltre essere i lobi giganteschi, sotto forma di emissione radio, che a volte vengono espulsi dal centro delle galassie radio dove si trovano buchi neri supermassicci. Tuttavia gli ORC, secondo i ricercatori, sono troppo circolari, fisicamente quasi perfetti, per essere quelle nubi aggrovigliate che emettono le galassie radio.

Anelli di Einstein?

E se fossero gli anelli di Einstein? Si tratta di un concetto secondo cui le onde radio che provengono da una galassia molto lontana, viaggiando per il cosmo, possono piegarsi fino a formare un cerchio a causa dell’interazione gravitazionale di un ammasso di galassie.
E si tratta ancora di una ipotesi che probabilmente è da escludere e anche in questo caso perché i cerchi che vediamo sono troppo simmetrici, quasi perfetti. E poi non sembrano esserci ammassi di galassie nelle vicinanze.

Centrano qualcosa le onde gravitazionali o i fast radio burst?

Potrebbero avere a che fare anche con le onde gravitazionali emesse dalle collisioni tra stelle di neutroni oppure da buchi neri o potrebbero avere a che fare con le cosiddette esplosioni radio veloci (fast radio burst), altro misterioso fenomeno che da diversi anni sta arrovellando le menti degli astronomi.

E se fossero l’ingresso di cunicoli spazio-temporali?

In sostanza bisognerà studiare di più per capire cosa potrebbero essere e a tal proposito si attende anche la pubblicazione dello studio degli stessi ricercatori che li hanno scoperti.
E intanto, come accade spesso quando si scopre qualcosa di cui non si comprende la natura, c’è già chi avanza ipotesi affascinanti, al limite del fantascientifico, come quella che due scienziati russi hanno suggerito agli stessi ricercatori: potrebbero rappresentare le “gole”, ossia la sezione iniziale, di cunicoli spazio-temporali.

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