
Come molti nuotatori, sub o frequentatori di acque marine e costiere di tutto il mondo sanno girovagare intorno ai siti dove sono presenti meduse, anche senza avvicinarsi più di tanto, può risultare molto fastidioso se non si è protetti in maniera adeguata.
Avvicinarsi a determinate specie di meduse, ad esempio quelle del genere Cassiopea, può provocare infatti irritanti punture o pruriti inspiegabili.
Un nuovo studio, apparso su Nature Communications Biolog, risolve quello che era in parte un mistero, quello dell’acqua pungente prodotta dalle meduse.
In effetti non si sapeva come questi animali potessero rendere “pungente” in tal modo l’acqua da poter creare problemi anche a distanza.
Gli scienziati del National Museum of Natural History di Smithsonian, del’Università del Kansas e del Naval Research Laboratory statunitense hanno scoperto che questi animali rilasciano nell’acqua piccole strutture microscopiche all’interno di una sorta di muco.
Si tratta di sfere rotanti fatte di cellule pungenti denominate cassiosomi.
I ricercatori hanno infatti analizzato campioni di questo muco prodotto dalle meduse al microscopio ed hanno scoperto piccole palline irregolari che ruotano e circolano in questa sostanza viscida in ogni direzione.
Al microscopio le piccole sfere apparivano sostanzialmente vuote all’interno ma fatte esternamente di tante cellule riempite con una sorta di gelatina.
I cassiosomi sembrano raggrupparsi in piccole strutture sui tentacoli delle meduse. Quando gli scienziati provocavano delicatamente una medusa toccandola, l’animale rilasciava lentamente migliaia di questi cassiosomi dalle proprie appendici mescolandoli al proprio muco.
Sempre in laboratorio gli scienziati scoprivano che da soli questi cassiosomi erano capaci di uccidere piccoli gamberetti che soccombevano, in maniera anche abbastanza rapida, a queste piccole sfere per loro mortalmente velenose. Veleno che per gli esseri umani produce evidentemente solo l’intenso e fastidioso prurito.
Approfondimenti
- Cassiosomes are stinging-cell structures in the mucus of the upside-down jellyfish Cassiopea xamachana | Communications Biology (IA) (DOI: 10.1038/s42003-020-0777-8)