MIT sviluppa piede protesico a basso costo che imita la camminata naturale

La tecnologia che sta dietro agli arti protesici sta avanzando sempre di più grazie anche all’avanzamento in parallelo dell’informatica e in generale dell’automazione. Un nuovo piede protesico a basso costo, caratterizzato dal fatto che riesce ad imitare molto bene la camminata naturale, è stato sviluppato da un gruppo di ingegneri del Mit.

Il piede, che può essere personalizzato e che dunque si adatta di individuo in individuo, si rivela una protesi su misura. Adattando la forma e la rigidità del piede protesico al peso e alle dimensioni del corpo dell’utente, è possibile, secondo i ricercatori, imitare nella maniera più naturale possibile la camminata con un piede reale.

Amos Winter, professore associato di ingegneria meccanica al MIT, uno degli ingegneri dietro la costruzione di questo nuovo piede protesico, a inizialmente collaborato con la Jaipur Foot, un’azienda produttrice di arti artificiali indiana che produce piedi protesici da quarant’anni.
Il piede prodotto da questa azienda si rivela in effetti molto robusto tanto che può essere usato anche a piedi nudi all’aperto, da un contadino, per esempio, ed è molto simile al piede reale, tanto che se lo si utilizza in una moschea in cui si vuole pregare a piedi scalzi, sarà facile non essere stigmatizzati.

Tuttavia Winter hanno pensato di poterlo migliorare in maniera massiccia. Lui e il suo team hanno disegnato un piede molto più leggero e soprattutto riproducibile ad un costo considerabile come basso in relazione ai costi dei piedi protesici.
Invece di progettare un piede protesico che replicasse i movimenti di un piede reale, Winter e colleghi hanno cercato di progettare un modello che riproducesse i movimenti della parte inferiore della gamba simili a quelli della gamma di una persona non modo data mentre si cammina.

Il team sta anche cercando di collaborare con la Vibram, un’azienda italiana specializzata nella produzione di suola in gomma e di speciali calzature, neanche definibili come “scarpe”, molto anatomiche che stanno riscuotendo anche un discreto successo. Questa azienda dovrebbe progettare una copertura maggiormente realistica per la protesi realizzata dagli ingegneri del Mit, una copertura che dovrebbe dare anche una migliore trazione sulle superfici fangose scivolose.

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