Monaci medievali di Cambridge crivellati dai parassiti intestinali

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I frati dell’area di Cambridge durante il periodo medievale mostravano il doppio delle probabilità della popolazione residente nelle città di essere infettati da parassiti intestinali. Il risultato interessante è stato acquisito da un team di ricercatori del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Cambridge. Gli stessi risultati sono stati pubblicati sull’International Journal of Paleopathology.[1]

Monaci concimavano raccolti utilizzando feci

Secondo i ricercatori la causa di questa differenza, veramente sostanziale, risiede nell’attività stessa dei monaci dell’area che erano soliti concimare i raccolti negli orti dei conventi utilizzando le proprie feci oppure acquistando feci da altri esseri umani o prodotte da suini. E questo fattore era così determinante che superava anche la normale presenza di latrine ed impianti per lavarsi le mani sempre nei monasteri dell’epoca, particolare che li differenziava della maggior parte delle case di città.

Ricercatori hanno analizzato vari campioni di terreno

I ricercatori hanno analizzato vari campioni di terreno prelevati nei pressi dei resti di diverse persone adulte sotterrate in un ex cimitero di una chiesa parrocchiale di un castello locale. In questo posto sorgeva un tempo un convento agostiniano, il principale della città di Cambridge, fondato nel 1280 e rimasto in funzione fino al 1538. Le sepolture risalgono al periodo compreso tra il XII e il XIV secolo. Si trattava principalmente di monaci che lavoravano la terra. In totale hanno analizzato i campioni prelevati dai luoghi di sepoltura di 19 monaci e di 25 persone che erano normali cittadini.

Il 58% dei frati era stato infettato da vermi intestinali

I ricercatori scoprivano che il 58% dei frati (11 in numero) era stato infettato da vermi intestinali mentre ciò era accaduto solo al 32% dei cittadini. Secondo i ricercatori si tratta di percentuali conservative in quanto alcune tracce, come quelle delle uova dei vermi residenti nel sedimento pelvico, sono poi state distrutte nel corso del tempo. Mentre i risultati conseguiti dall’analisi dei resti di normali cittadini sono in linea con quelli raggiunti in altri studi che hanno visto l’analisi di resti di sepolture medioevali in diversi altri paesi europei, quelle relative ai monaci solo in parte sorprendenti.

Secondo Piers Mitchell, ricercatore a Cambridge e autore principale dello studio, i frati della Cambridge medievale erano “crivellati di parassiti”. L’infezione più comune era quella causata dagli ascaridi, spiega Tianyi Wang, altro ricercatore a Cambridge che ha eseguito le analisi microscopiche. Sono state trovate inoltre infezioni da tricocefali (entrambi sono vermi nematodi intestinali). Si tratta di infezioni che sono causati da igiene scarsa. I servizi igienici del monastero erano praticamente rappresentati da un gabinetto posto su un pozzo nero ma i ricercatori credono che questi frati concimassero gli orti con le loro feci e questa potrebbe essere stava la causa principale delle infezioni da vermi.

Note e approfondimenti

  1. Intestinal parasite infection in the Augustinian friars and general population of medieval Cambridge, UK – ScienceDirect (DOI: 10.1016/j.ijpp.2022.06.001)


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