Mondi d’acqua molto più diffusi tra esopianeti di quanto si pensi

Rappresentazione artistica di un mondo d'acqua (credito: David A. Aguilar, CfA)

I mondi acquatici, ossia pianeti extrasolari con grosse quantità di acqua sulla propria superficie, anche più come la Terra, potrebbero essere cosa più comune di quanto si pensi.
Il discorso vale anche per quegli esopianeti da due a quattro volte più grandi della Terra, che sembrano più comuni rispetto a quelli grandi quanto il nostro pianeta.

Un nuovo studio, presentato alla Goldschmidt Conference di Boston, interpreta nuovamente i numerosi dati fornitici dal telescopio spaziale Keplero e conferma che molti degli esopianeti già individuati potrebbero contenere anche fino al 50% di acqua, una quantità di molto maggiore rispetto a quella della Terra (sul nostro pianeta l’acqua rappresenta lo 0,02% dell’intera massa).
Si tratta, dunque, di veri e propri mondi acquatici

Gli scienziati hanno sviluppato nuovi modelli delle strutture interne degli oltre 4000 esopianeti confermati, come conferma Li Zeng dell’università di Harvard, uno degli autori della ricerca: “Abbiamo esaminato come la massa si rapporta al raggio e abbiamo sviluppato un modello che potrebbe spiegare la relazione. Il modello indica che quegli esopianeti che hanno un raggio di circa 1,5 volte il raggio terrestre tendono ad essere pianeti rocciosi (con di solito 5 volte la massa della Terra), mentre quelli con un raggio di 2,5 volte il raggio terrestre (con una massa intorno a 10 volte quella della Terra) sono probabilmente mondi acquatici”.

Hanno stimato anche la temperatura superficiale di questi esopianeti quasi completamente fatti di acqua che dovrebbe essere compresa tra 200 e 500 °C. Proprio a causa della grande quantità di acqua presente su questi pianeti, la loro atmosfera potrebbe essere interamente dominata dal vapore acqueo mentre, andando più in profondità, si potrebbero trovare strati di acqua liquida o anche strati di ghiaccio ad alta pressione, prima di raggiungere il solido nucleo roccioso interno.

Fonti e approfondimenti



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