Monitorare reattori nucleari a distanza analizzando antineutrini

Principio di verifica del funzionamento del reattore monitorando gli antineutrini (credito: Georgia Tech)

Una tecnologia per rilevare gli antineutrini, l’antiparticella del neutrino con carica neutra che si produce durante le reazioni nucleari, potrebbe essere d’aiuto per monitorare da remoto i reattori nucleari.

Gli antineutrini sono particelle subatomiche con una carica infinitesimale che possono passare attraverso ogni materiale, anche attraverso la schermatura che c’è intorno al nocciolo di un reattore nucleare.
Lo stesso flusso di antineutrini può essere analizzato a distanza per capire il livello di potenza dello stesso reattore e la tipologia di materiali di fissione utilizzati.

Il monitoraggio, secondo uno studio pubblicato su Nature Communications e il relativo comunicato stampa sul sito del Georgia Institute of Technology, potrebbe con questa tecnologia essere eseguito dall’esterno del serbatoio del reattore.
La stessa tecnologia, poi, si rivelerebbe così sensibile che potrebbe rilevare la sostituzione di un singolo gruppo di carburante.

A spiegare l’utilità di questa tecnologia è Anna Erickson, professoressa associata della George W. Woodruff School of Mechanical Engineering della Georgia Tech: “I rilevatori di antineutrini offrono una soluzione per la verifica continua e in tempo reale di ciò che sta accadendo all’interno di un reattore nucleare senza effettivamente essere nel nucleo del reattore. Non puoi proteggere gli antineutrini, quindi se lo stato che gestisce un reattore decide di usarlo per scopi nefasti, non possono impedirci di vedere che c’è stato un cambiamento nelle operazioni del reattore.”

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo


Resta aggiornato su Facebook