Morì più di 1000 anni fa per blocco intestinale dopo essersi cibato solo di cavallette

Resti del colon dell'uomo mummificato fotografati nel 2016 (credito: "The Skiles Mummy: Care of a debilitated hunter-gatherer evidenced by c" by Kirsten A. Verostick, Isabel Teixeira-Santos et al.)

Visse tra 1000 e 1400 anni fa e morì per un grave stato di stitichezza dopo essersi cibato solo di cavallette per mesi l’uomo i cui resti sono stati individuati nel 1937 nelle Lower Pecos Canyonlands del Texas.
I ricercatori della School of Natural Resources dell’Università del Nebraska-Lincoln hanno infatti riesaminato i resti, praticamente mummificati, dell’uomo scoprendo che, a bloccare il suo intero sistema gastrointestinale, era stato un parassita denominato Trypanosoma cruzi.

Il blocco fu talmente grave che il colon si ingrandì fino ad assumere dimensioni sei volte più grandi del normale, una condizione che tra l’altro è conosciuta anche come megacolon.
Probabilmente la condizione dell’uomo divenne così grave che dovette avere difficoltà anche nel camminare o nel compiere le più normali azioni quotidiane. Evidentemente i suoi compagni gli fornivano le cavallette i cui resti, all’interno del corpo, sono poi stati scoperti dai ricercatori.

Questi insetti, oltre ad essere particolarmente ricchi di proteine, fornivano il livello di liquido necessario all’uomo, cosa che gli permise di mangiare con più facilità, almeno durante le prime fasi della malattia.
I resti dell’uomo sono stati conservati in un piccolo museo privato fino alla fine degli anni 60 quando alcuni ricercatori cominciarono a studiarli. Il primo studio relativo a questi resti è del 1986, apparso sulla rivista Plains Anthropologist.

Nel 2003, poi, un altro studio, apparso sulla rivista Memórias do Instituto, annunciò il ritrovamento di più di 1 kg di feci e di resti di cibo all’interno del corpo mummificato e queste prime scoperte mostrarono che l’uomo non era in grado più di elaborare in maniera corretta il cibo.
Nell’ultimo studio il ricercatore Karl Reinhard fornisce nuove informazioni come quelle relative al ritrovamento di fitoliti schiacciati e spaccati all’interno del sistema digestivo dell’uomo. I fitoliti, piccole deposizioni di silice nelle cellule vegetali, di solito passano indenni attraverso l’apparato digestivo umano ma in questo caso apparivano del tutto schiacciati e deformati, cosa che indicava l’incredibile pressione nel sistema intestinale dell’uomo vigente prima della morte e il gravissimo blocco intestinale a cui andò incontro. I risultati di questo ulteriore studio insieme a quelli relativi ad altri studi simili su altri resti umani mummificati, saranno pubblicati in un libro di prossima uscita intitolato The Handbook of Mummy Studies (Springer).

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