Mosasauri, identificata nuova specie grande quanto bus estintasi 66 milioni di anni fa

L'Ectenosaurus everhartorum molto probabilmente assomigliava ad un odierno "falso gaviale" ( Tomistoma schlegelii), noto anche come gaviale malese (credito: วิชิต กองคำ, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons)

Una nuova specie di mosasauro, un antico rettile marino vissuto durante il tardo cretaceo (tra 82 e 66 milioni di anni fa), è stata identificata da un team di ricercatori dell’Università di Cincinnati. I mosasauri vissero nei mari dell’attuale Europa occidentale, dell’attuale Marocco e dell’attuale Nordamerica. Fino ad oggi erano state identificate solo cinque specie e dunque quella identificata dai ricercatori dell’Università di Cincinnati è la sesta.
Si pensa che la maggior parte dei mosasauri si sia estinta durante la grossa estinzione di massa avvenuta 66 milioni di anni fa, molto probabilmente causata dall’asteroide di Chicxulub.

Rettili marini enormi, grandi quanto uno scuolabus

I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati dei propri studi sul Canadian Journal of Earth Sciences, hanno identificato quella che è la seconda specie del genere Ectenosaurus. I resti, rappresentati perlopiù da elementi cranici, dell’esemplare di mosasauro analizzato dai ricercatori, definito nel comunicato dell’università americana come un “mostro mangiatore di pesce”, appartenevano ad un esemplare lungo circa 5,5 m vissuto all’incirca 80 milioni di anni fa. E non si trattava neanche di un esemplare tanto grande ma di uno di dimensioni medie.
I mosasauri erano rettili marini enormi, grandi all’incirca quanto uno scuolabus, diffusi più o meno in tutti gli oceani del mondo durante il cretaceo. La nuova specie identificata dai ricercatori assomigliava ad una sorta di coccodrillo gaviale con l’unica differenza relativa a mascelle molto più smussate.

Ectenosaurus everhartorum

Takuya Konishi, assistente professore a Cincinnati che ha realizzato lo studio insieme allo studente Alexander Willman, hanno denominato la nuova specie Ectenosaurus everhartorum (in onore dei paleontologi Mike e Pamela Everhart).
Konishi ha avuto i primi contatti con il fossile nel 2004 quando era ancora uno studente laureato. In quel periodo stava studiando fossili di Platecarpus, un altro genere di mosasauro, conservati presso il Museo di Storia Naturale della Fort Hays State University.
Quando ha visto il nuovo fossile ha notato subito qualcosa di strano e che non poteva essere collegabile ad un platecarpus. In particolare, come spiega il ricercatore, l’osso frontale situato al di sopra dell’orbita degli occhi era troppo lungo mentre altre ossa sembravano differenti.

Nuova specie di Ectenosaurus

Inizialmente il ricercatore sospettò si trattasse di un ectenosauro ma un’analisi dei denti mostrava che gli stessi non combaciavano con quelli dell’unica specie di ectenosauro identificata fino ad allora. Il fossile rappresentò dunque un enigma per diversi anni.
Alla fine il ricercatore, aiutato anche da altri colleghi tra cui Michael Caldwell, professore di biologia dell’Università dell’Alberta, è dovuto giungere alla conclusione che il fossile, trovato negli anni 70 del secolo scorso nel Kansas occidentale, apparteneva ad una nuova specie di Ectenosaurus, un mosasauro nonché uno dei principali predatori dei mari del cretaceo.

Note e approfondimenti

  1. A new species of Ectenosaurus (Mosasauridae: Plioplatecarpinae) from western Kansas, USA, reveals a novel suite of osteological characters for the genus (IA) (DOI: 10.1139/cjes-2020-0175)

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