Moscerini malnutriti preservano dimensioni dei genitali per garantirsi accoppiamento

Mosche della frutta (Drosophila, credito: Alexander W. Shingleton)

Nella stragrande maggioranza degli animali quando il cibo scarseggia i primi effetti si hanno sul corpo che si restringe sempre di più per esaurire le eventuali scorte di grasso fino a raggrinzirsi. Ci sono però alcune parti del corpo che vengono preservate da questo “restringimento”, parti di solito considerate come essenziali per la vita.
Ad esempio negli esseri umani la testa rimane sempre delle stesse dimensioni in quanto contiene il cervello, l’organo primario per la nostra sopravvivenza.

In altri animali tale parte può essere diversa. Nelle mosche della frutta, per esempio, la cui durata di vita è di soli 45 giorni circa e il cui scopo dell’esistenza è solo quello di riprodursi per mandare avanti la specie, sono i genitali ad essere considerati come organo primario, uno di quelli che non deve assolutamente risentire della mancanza di cibo e di nutrienti.
Quando la disponibilità di cibo è bassa, infatti, le mosche della frutta mantengono costanti le dimensioni dei propri genitali per avere maggiori probabilità di riprodursi. Mai come in questo caso, le dimensioni contano davvero.

È ciò che hanno scoperto alcuni ricercatori dell’Università dell’Illinois e della Loyola University di Chicago. Gli scienziati hanno scoperto infatti nei genitali di questi piccoli insetti livelli inferiori di una proteina che agisce come fattore di crescita negativo, denominato FOXO, un chiaro segnale del mantenimento del successo riproduttivo.
Nello studio, pubblicato su Biology Letters, viene descritto come questo fattore negativo, che contrasta la crescita delle altre parti del corpo proprio per la mancanza di nutrienti e di cibo, agisca molto di meno nella zona dei genitali.

Aumentando infatti artificialmente l’attività della proteina FOXO nei genitali di questi moscerini malnutriti, gli stessi genitali cominciavano a diminuire di dimensioni, fino al 29%, come le altre parti del corpo.
“I nostri risultati suggeriscono che c’è stata una significativa pressione selettiva sulla limitazione della quantità di FOXO nei genitali dei moscerini della frutta, un modo per garantire il successo riproduttivo, data la preferenza della femmina per l’accoppiamento con i maschi con genitali più grandi”, riferisce Alexander Shingleton, professore di scienze biologiche ed autore dello studio insieme alla collega Austin Dreyer.

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