Moscerini modificati geneticamente per diventare velenosi nei confronti dei predatori

Un moscerino della frutta (Drosophila melanogaster, credito: File:Drosophila melanogaster - top (aka).jpg - Wikimedia Commons, André Karwath, CC BY-SA 2.5, cropped)

Utilizzando la tecnica CRISPR un gruppo di ricercatori dell’Università della California a Berkeley ha modificato geneticamente alcuni esemplari di moscerini della frutta (Drosophila melanogaster) affinché potessero ottenere un vantaggio non indifferente nei confronti dei suoi predatori, uno di quei vantaggi che di solito si acquisiscono dopo migliaia di anni corso dell’evoluzione.

Il ricercatore Noah Whiteman, insieme ai colleghi, ha infatti modificato tre geni nella mosca della frutta dandole la capacità di mangiare delle piante tossiche e di estrarre, all’interno del proprio corpo, le tossine per usarle poi come difesa contro i predatori, ossia rane ed uccelli.

Si tratta della stessa modalità di difesa messa in atto dalle farfalle monarca che così riesce a tenere a bada molti predatori che tendono a non mangiarla proprio per evitare di vomitare tutto o finanche morire.

È la prima volta in cui CRISPR viene utilizzato per modificare geneticamente un organismo multicellulare affinché possa essere dotato di una mutazione che di solito avviene solo nel corso dell’evoluzione, in un tempo molto più lungo.

I moscerini modificati dagli scienziati possono mangiare particolari piante velenose e assimilare le tossine nei loro corpi quando sono ancora nella fase larvale e possono trattenerle anche dopo che sono diventate mosche adulte.

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