Muffe possono contaminare altri mondi al pari dei batteri

Aspergillus niger(credito: Proquence, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Uno studio presentato alla Astrobiology Science Conference mostra che le muffe possono contaminare i pianeti o i corpi spaziali che gli esseri umani visitano con i propri lander o con le proprie astronavi al pari dei batteri.
Questi funghi sono infatti molto difficili da decimare e potrebbero risultare molto resistenti anche al duro ambiente dello spazio.

I ricercatori, capitanati dalla microbiologa dell’agenzia spaziale tedesca Marta Cortesão, hanno infatti studiato la specie di muffa fungina Aspergillus niger presente negli ambienti interni della sezione spaziale internazionale.
I ricercatori si sono in particolare accorti che questi esseri viventi sono capaci di sopportare quantità incredibili di radiazioni, fino a 200 volte superiori a quelle che può sopportare un essere umano.

Una muffa del genere, almeno per quanto riguarda le radiazioni solari, potrebbe vivere e diffondersi senza problemi particolari anche sulla superficie di Marte.
Gli astronauti presenti sulla ISS combattono praticamente quotidianamente con la muffa: quest’ultima, se non tenuta a bada, può cominciare a diffondersi molto velocemente sulle pareti interne nonché sulle attrezzature.

Le stesse spore di questa specie di muffa possono sopravvivere anche ad alti livelli di radiazione ultravioletta, livelli spesso utilizzati come disinfettanti e che sono stati proposti proprio per sterilizzare le zone interne dei veicoli spaziali.

Questa ricerca mostra che l’attenzione, per quanto riguarda la contaminazione di vita terrestre che potrebbe essere trasferita su altri mondi del nostro sistema solare, non deve concentrarsi solo sui batteri. C’è infatti un altro gruppo di microrganismi che sono, almeno potenzialmente, molto pericolosi in tal senso: i funghi.

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