MXene utilizzabile per nasi chimici onde rilevare diabete tramite respiro

Lo MXene è un materiale metallico bidimensionale utilizzabile nei sensori per migliorarne la sensibilità (credito immagine: Drexel's Department of Materials Science and Engineering)

Lo MXene è un composto inorganico bidimensionale costituito da pochi strati di carburi, nitruri o carbonitruri di metalli di transizione. Un gruppo di ricerca della Drexel University e del Korea Advanced Institute of Science and Technology ha scoperto che questo nanomateriale può essere utilizzato anche per costruire “nasi chimici” altamente sensibili.

Il mondo della tecnologia è pieno di rivelatori sensibili che vanno ad analizzare anche piccole percentuali di sostanze chimiche gassose nell’aria per darne notizia o avvisare l’utente, ad esempio della presenza di monossido di carbonio oppure di sostanze esplosive.
Tuttavia solo pochi e costosi rilevatori sono in grado di rilevare quelle piccolissime percentuali di sostanze chimiche presenti nel respiro di una persona onde valutarne lo stato di salute.

Secondo la nuova ricerca, apparsa su ACS Nano, lo MXene può essere utilizzato per sensori anche nella diagnostica medica onde rilevare malattie dal respiro della paziente. Secondo Yury Gogotsi, uno degli autori dello studio, l’elevata sensibilità dei dispositivi costruiti con questo materiale può anche essere utilizzata per rilevare gas tossici o sostanze inquinanti presenti nell’atmosfera in piccolissime quantità.

Altamente conduttivo, lo MXene subisce un cambiamento della conduttività elettrica quando rileva una sostanza chimica e questo stesso cambiamento può essere misurabile in maniera molto precisa. Per dare qualche cifra, lo MXene riesce a rilevare gas in percentuale di 50-100 parti per miliardo, un livello inferiore a quello necessario per rilevare varie condizioni di salute, come ad esempio il diabete o le le ulcere.

Fonti e approfondimenti

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