Nano-interruttori fatti di grafene potrebbero rendere elettronica ancora più piccola

Il settore nanotecnologico riguarda l’utilizzo del grafene sul chip di silicio ha visto un nuovo passo avanti in termini di miniaturizzazione grazie ad un nuovo approccio di Kulothungan Jothiramalingam, del Japan Advanced Institute of Science and Technology (JAIST).

I ricercatori hanno creato dispositivi nanoelettromeccanici basati su grafene che possono fungere da interruttori o anche da porte logiche. Questo approccio va a risolvere il problema noto come “stiction” che si verifica quando il grafene tocca il silicio: tende ad attaccarsi troppo velocemente e ciò porta ha difficoltà nello spegnimento del circuito.

I ricercatori hanno rivestito il chip di silicio con grafene nanocristallino e hanno coperto quest’ultimo con uno strato di idrogeno silsesquioxano, che può essere “scolpito” varie forme. Infine hanno aggiunto un ulteriore strato di grafene.

Con questo nuovo approccio i ricercatori hanno creato una varietà di nano-interruttori che possono funzionare anche con basse tensioni, di soli 1,5 V.
Una volta risolte alcune problematiche che ancora persistono, come ad esempio quelle relative alla forma e alle dimensioni del grafene, potrebbero essere realizzati dispositivi più complessi, ad esempio con più strati di grafene uno sopra l’altro, e ciò permetterebbe dispositivi nanoelettromeccanici ancora più piccoli.

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