Nanorobot fatto di frammenti di DNA distrugge cellule tumorali

L'immagine che accompagna la presentazione dello studio sul sito dell'Università ITMO, Russia (credito: news.itmo.ru)

Può essere considerato come un nuovo farmaco contro il cancro il nanorobot realizzato con frammenti di DNA da parte di un team di ricercatori del laboratorio SCAMT dell’Università ITMO University (Russia).
Lo studio, pubblicato sulla rivista Chemistry — A European Journal, si rifà alla cosiddetta “terapia genica” per contrastare le dannose mutazioni che accadono nelle cellule e che portano al cancro. Lo sviluppo di questo nuovo farmaco dovrebbe inoltre rendere meno limitate i effetti collaterali dei farmaci odierne che vengono utilizzati per il cancro.

“Il DNA è il fondamento della cellula, contiene il suo materiale genetico, necessario per codificare le proteine ​​che sono vitali per l’esistenza della cellula”, spiega Ekaterina Goncharova, una delle autrici dello studio. “Quando una cellula diventa cancerosa, porta al cambiamento nel genoma, dopo di che inizia a sintetizzare proteine ‘ cattive’, non quelle di cui il nostro corpo ha bisogno. Di conseguenza, le cellule iniziano a moltiplicarsi in modo incontrollato e il tumore diventa più grande e più grande”.

I ricercatori hanno dunque deciso di utilizzare le proprietà di alcuni enzimi del DNA, denominati deossiribbozimi, che possono scindere legami in un filamento di RNA. Tutto ciò per bloccare la produzione di proteine correlate allo sviluppo della malattia.
È proprio quello che fa il robot a base di DNA. Quest’ultimo è fatto da due parti, una terapeutica che distrugge il filamento di RNA patogeno (in questo modo vengono prodotte meno proteine dannose). La seconda di rilevamento per rilevare le cellule patogene.

Inoltre il prezzo di un concetto del genere non risulterebbe proibitivo secondo i ricercatori e creare un farmaco come questo in laboratorio comporterebbe un prezzo che andrebbe dai 15 ai 25 dollari.
Ad oggi esperimenti sono stati svolti sul gene KRAS, un “interruttore molecolare” che induce la divisione cellulare che il nanorobot è stato capace di individuare prime e poi di distruggere.

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