Nanosonda per rilevare squilibri di ferro nel corpo creata da scienziata

Abstract grafico (credito: DOI: 10.1021/acsami.0c05217 | ACS Applied Materials & Interfaces)

I disturbi collegati alla quantità di ferro nel corpo possono essere varia a seconda del quantitativo che può essere troppo piccolo o troppo grande. Tra i disturbi c’è l’emocromatosi, uno squilibrio cronico che porta ad un accumulo di ferro nel corpo di natura ereditaria causato da malfunzionamenti riguardanti il processo di metabolismo del ferro stesso. [1]
Abbastanza diffusa è l’anemia che vede un quantitativo di emoglobina troppo basso, cosa che provoca una incapacità del sangue di trasportare un quantitativo sufficiente di ossigeno. L’anemia può essere causata da una carenza di ferro.[3]

Un nuovo dispositivo, una sorta di nanosonde, è stato sviluppato da Pooria Lesani, una dottoranda della School of Biomedical Engineering dell’Università di Sydney, per monitorare con maggiore precisione i vari disturbi del ferro nelle cellule, nei tessuti e nei fluidi corporei.
Come rivela il comunicato emesso sul sito della stessa Università australiana, il dispositivo è più sensibile, per rilevare i disturbi del ferro, anche degli esami del sangue.
Il test necessita di iniezioni sottocutanee oppure endovenose per iniettare la nanosonda la quale poi esegue un’immaging dei tessuti profondi per rilevare le quantità di ferro nelle cellule nei tessuti.
La nanosonda può penetrare nel tessuto fino ad una profondità di 280 micrometri e, durante i test su campioni di pelle di maiale in laboratorio, poteva rimanere rilevabile fino a profondità di 3.000 micrometri, ossia 3 mm.[1]

“I nostri test più recenti hanno dimostrato una rapida rilevazione di ioni di ferro libero con una sensibilità notevolmente elevata. Il ferro potrebbe essere rilevato a concentrazioni nell’ordine delle parti per miliardo, con una velocità dieci volte inferiore rispetto alle precedenti nanosonde. Il nostro sensore è multifunzionale e potrebbe essere applicato all’imaging dei tessuti profondi con l’utilizzo di una piccola sonda in grado di visualizzare la struttura di tessuti biologici complessi e scaffold sintetici”, spiega la ricercatrice.
Ora i ricercatori vogliono eseguire test sugli animali per capire l’eventuale possibilità di utilizzo anche sugli esseri umani.[1]

Note e approfondimenti

  1. Ultra-precision nano-sensor could detect iron disorders – The University of Sydney (IA)
  2. Two-Photon Dual-Emissive Carbon Dot-Based Probe: Deep-Tissue Imaging and Ultrasensitive Sensing of Intracellular Ferric Ions | ACS Applied Materials & Interfaces  (IA) (DOI: 10.1021/acsami.0c05217)

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