NASA e ESA si accordano per portare campioni di suolo marziano sulla Terra

Rappresentazione artistica della missione ExoMars su Marte: l' orbiter, il lander e il rover (credito: ESA/ATG medialab)

La NASA e l’ESA hanno annunciato che collaboreranno per portare campioni del suolo marziano sulla Terra. L’annuncio, fatto all’ILA Berlin Air and Space Show, non prevede l’invio di un nuovo rover atto a questo scopo ma lo sfruttamento di due rover che presto saranno lanciati sulla superficie di Marte, uno dalla NASA (il Mars 2020) e una dalla stessa ESA (ExoMars, che sarà lanciato nel 2021).

Secondo i primi dettagli, dopo la riuscita di queste due missioni, ve ne sarà infatti una terza tramite la quale sarà mandata una navicella in orbita intorno a Marte che lancerà una piccolo lander che si incontrerà con i due rover, preleverà i campioni di suolo precedentemente raccolti e li riporterà sull’orbiter tramite un piccolo razzo. L’orbiter poi farà ritorno sulla Terra e qui i campioni saranno poi posti in quarantena affinché possano essere studiati con calma da team di scienziati internazionali.

Poter studiare un campione di suolo marziano senza doversi recare sul pianeta rosso sta già elettrizzante molti scienziati, tra cui anche David Parker, direttore di Human and Robotic Exploration presso l’ESA, che, tramite un comunicato dell’Agenzia Spaziale Europea, afferma: “Una missione di ritorno di campioni marziani è una visione allettante ma realizzabile che si trova all’incrocio di molte buone ragioni per esplorare lo spazio. Non c’è dubbio che per uno scienziato planetario, la possibilità di portare esemplari incontaminati e accuratamente selezionati del Pianeta Rosso sulla Terra da esaminare usando le migliori strutture è una prospettiva da far venire l’acquolina in bocca. Ricostruire la storia di Marte e rispondere alle domande del suo passato sono solo due aree di scoperta che saranno drammaticamente avanzate da tale missione”.

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