NASA propone missione su Tritone, inesplorata luna di Nettuno che potrebbe contenere oceano

Una missione su Tritone, una delle lune di Nettuno, è stata proposta dal Jet Propulsion Laboratory della NASA alla Lunar and Planetary Science Conference in Texas. Tritone è la luna più grande di Nettuno. Si pensa che un tempo appartenesse alla lontana cintura di Kuiper, una delle zone più esterne del sistema solare, e che poi sia stata catturata, miliardi di anni fa, dalla gravità del pianeta gassoso.
L’interesse principale di questo corpo astronomico deriva dal fatto che si pensa possa ospitare un oceano. E si sa, quando si parla di acqua l’interesse degli astronomi sale a mille dato che questo elemento è quello principale per la nascita e lo sviluppo della vita, almeno per come la conosciamo.

Uno dei fattori positivi di questa proposta sta nel fatto che il laboratorio ha progettato una missione che risulta essere molto meno costosa delle altre che hanno visto l’esplorazione del sistema solare esterno tanto che potrebbe avere il costo di una missione sulla Luna.
Nettuno e le sue lune sono state avvicinate l’ultima volta nel 1989 quando Voyager 2 eseguì un breve volo ravvicinato catturando quelle che ad oggi sono le uniche immagini ad alta risoluzione di quello che è considerato l’ultimo pianeta del sistema solare (come si sa, Plutone non è più considerato un pianeta ma un pianeta nano).

Tra l’altro Tritone ad oggi rappresenta il più grande oggetto del sistema solare che non è stato ancora completamente fotografato.
Inoltre con la stessa navicella, oltre a visitare Tritone, si potrebbero acquisire più dati dello stesso Nettuno e di altri oggetti della fascia di Kuiper.

Tornando a Tritone, quest’ultimo potrebbe contenere oceani con acqua ad una temperatura molto più fredda del punto di congelamento ma la stessa acqua potrebbe non essere congelata grazie alla presenza di ammoniaca. Ciò potrebbe permettere ad eventuali forme di vita di sopravvivere.
La navicella potrebbe eseguire un primo flyby intorno a Giove ma gli stessi ricercatori pongono un limite nel tempo: l’incontro dovrebbe avvenire prima del 2040 perché, a causa dell’orbita di Nettuno intorno al Sole, questa luna non risulterà illuminata del tutto per altri ottant’anni.

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