Neandertal erano anche abili subacquei per raccogliere bivalvi e conchiglie

Alcune delle conchiglie ritrovate da ricercatori nella Grotta dei Moscerini. La superficie non smussata indica che il bivalve è stato probabilmente strappato via dal suo ambiente naturale, sott'acqua (credito: Doi: 10.1371/journal.pone.0226690, Paola Villa et al., PLOS ONE)

Quando pensiamo ai Neanderthal di solito il nostro pensiero va a cacciatori-raccoglitori ma questi ominidi erano molto probabilmente anche abili nuotatori ed erano capaci anche di immergersi sott’acqua per raccogliere frutti di mare.
È questo il risultato di uno studio condotto da un team di ricercatori guidato da Paola Villa dell’Università del Colorado Boulder che ha analizzato diversi reperti ritrovati nella Grotta dei Moscerini, una grotta che si trova nei pressi di una spiaggia del Lazio.

Già diverse decine di anni fa gli archeologi avevano raccolto diversi interessanti manufatti e resti di animali pianeti, perlopiù conchiglie, da questa zona ma il team di ricercatori ha svelato nuovi segreti in un nuovo studio apparso su PLOS ONE.
I Neandertal non solo raccoglievano le conchiglie e gli eventuali animali marini commestibili che giacevano sulla spiaggia ma si immergevano anche per diversi metri per soddisfare maggiormente le proprie esigenze alimentari.

Questi indizi mostrano che i Neandertal hanno in realtà avuto un rapporto con il mare molto più profondo di quanto pensato in precedenza, qualcosa qui in effetti molti paleoantropologi non hanno prestato molta attenzione.
Villa, insieme ai colleghi, ha analizzato in particolare gli strumenti che i Neandertal utilizzavano per lavorare le conchiglie onde trasformarle in utili strumenti di taglio.

In effetti molte delle conchiglie ritrovate mostravano esterni opachi e un po’ abrasi, come se fossero stati levigati nel tempo, cosa che indica che erano state prelevate da una spiaggia sabbiosa.
Tuttavia diverse altre conchiglie, almeno un quarto del totale, mostrano di essere state strappate direttamente dal loro habitat naturale, in fondo al mare.

Secondo la ricercatrice, i Neandertal erano soliti sommergersi fino a quattro metri di profondità per raccogliere frutti di mare e bivalvi vivi, naturalmente senza alcuna attrezzatura subacquea, cosa che indica un certo grado di abilità, probabilmente pari a quello dell’Homo sapiens, almeno per quanto riguarda il procurarsi il cibo dalle acque profonde.
Questo studio aiuterà a cambiare l’idea riguardo ai Neandertal visti da sempre solo come cacciatori di grandi mammiferi.

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