Nelle piante esiste vasta rete di comunicazione per segnalare pericoli

Fiore di Arabidopsis thaliana (credito: Sui-Setz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

Anche le piante hanno gli ormoni ed anche questi esseri viventi hanno bisogno di segnalare alle varie parti della pianta un eventuale pericolo, che si tratti dell’attacco di uninsetto oppure di un particolare stato di caldo o di freddo.
Un team di ricercatori, che ha pubblicato uno studio su Nature Plants, si sta concentrando proprio su uno di questi ormoni, probabilmente uno dei più importanti per quanto riguarda le segnalazioni di pericolo, denominato acido jasmonico o Jasmonato.

Lo studio conferma l’esistenza di quella che può essere considerata come una complessa rete di comunicazione all’interno delle piante, una conoscenza che potrebbe rivelarsi utile per sviluppare una coltura più resistente in grado di resistere all’assalto degli insetti così come al freddo e al caldo.
Joseph Ecker, autore corrispondente dello studio nonché ricercatore dell’Howard Hughes Medical Institute, dichiara che questo studio descrive maniera molto dettagliata questo ormone, il suo funzionamento e il fatto che agisce a diversi livelli.

I ricercatori si sono concentrati soprattutto sulla Arabidopsis thaliana, una piccola pianta della famiglia della senape. Si tratta di una pianta di cui è già stato descritto ampiamente il genoma.
“L’acido jasmonico è particolarmente importante per la risposta di difesa di una pianta contro funghi e insetti”, spiega autore Mark Zander, ricercatore nel laboratorio di Ecker ed altro autore dello studio. “Volevamo capire con precisione cosa succede dopo che l’acido jasmonico viene percepito dalla pianta. Quali geni vengono attivati ​​e disattivati, quali proteine ​​sono prodotte e quali fattori sono in controllo di questi processi cellulari ben orchestrati?”

I ricercatori hanno individuato in particolare due importanti geni, denominati MYC2 e MYC3, che codificano le proteine che fanno da fattori di trascrizione, cosa che significa che regolano l’attività di molti geni, probabilmente migliaia.
“Decifrare tutte queste reti genetiche e sottoreti ci aiuta a comprendere l’architettura dell’intero sistema”, spiega ancora Zander. “Ora abbiamo un quadro molto completo di quali geni vengono attivati ​​e disattivati ​​durante la risposta di difesa di una pianta. Con la disponibilità della modifica dei geni tramite CRISPR, questo tipo di dettagli può essere utile per le colture in grado di resistere meglio agli attacchi dei parassiti”.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook