Nitrili, elementi chiave per la vita, abbondanti tra le stelle, nuovo studio lo conferma

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Ci sono elementi che sono considerati come mattoni fondamentali per la vita basata sull’RNA: i nitrili. Si tratta di molecole organiche con un atomo di carbonio legato ad un atomo di azoto tramite triplo legame insaturo. Anche se sono tossiche, queste molecole sono considerate come essenziali per la vita, in particolare per i ribonucleotidi. Secondo un nuovo studio, pubblicato su Frontiers in Astronomy and Space Sciences,[1], nello spazio, specificatamente nel mezzo interstellare, ci sarebbero molti nitrili.

Teoria del mondo a RNA

Lo studio è stato condotto da Víctor M. Rivilla, un ricercatore del Centro di Astrobiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche Spagnolo (CSIC) e dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Aerospaziale (INTA) a Madrid. Secondo quanto spiega il comunicato di Frontiers che va a presentare lo studio gli enzimi proteici, quando la vita è comparsa sulla Terra, ancora non esistevano in quanto la vita stessa era basata solo sul DNA e sull’RNA. C’è infatti una teoria, definita come “teoria del mondo a RNA”, secondo la quale i nitrili, così come altri elementi, probabilmente non si sono originati tutti sulla Terra.

Nitrili forse hanno avuto un’origine cosmica

Forse hanno avuto un’origine cosmica per poi “cadere” sulla Terra con gli impatti di asteroidi e meteoriti, in particolare durante il tardo periodo del bombardamento pesante (tra 4,1 e 3,8 miliardi di anni fa). Questa teoria si è rafforzata quando i ricercatori hanno trovato proprio i nitrili, nonché altre molecole organiche simili e considerate come precursori dei nucleotidi, dei lipidi e degli amminoacidi, in resti di comete e meteore.

Origine nelle nubi molecolari

Queste molecole organiche potrebbero originarsi all’interno delle nubi molecolari. I ricercatori hanno voluto analizzare proprio una nube molecolare denominata G+0.693-0.027. Ampia tre anni luce, questa nube molecolare, che si trova nell’area centrale della via Lattea, ha una temperatura di circa 100° kelvin e ha una massa di un migliaio di volte quella del Sole. Si tratta di una nube che in futuro potrebbe diventare un vivaio stellare. Analizzando questa nube i ricercatori hanno scoperto la presenza di nitrile cianoallene, di propargil cianuro e di cianopropino. I ricercatori hanno inoltre trovato prove della possibile presenza di cianoformaldeide e di glicolonitrile.

Nitrili sono tra i gruppi chimici più abbondanti nell’universo

Secondo Miguel A Requena-Torres, professore della Towson University nel Maryland, uno degli autori dello studio, i nitrili sono tra i gruppi chimici più abbondanti nell’universo. Queste molecole sono state trovate non solo nelle nubi molecolari ma anche in meteoriti, comete, protostelle di masse diverse e finanche nell’atmosfera di Titano, una luna di Saturno. Secondo i ricercatori il ritrovamento della quantità abbondante di nitrili nella nube G+0,693-0,027 conferma l’ipotesi secondo la quale c’è una qualche chimica nello spazio interstellare grazie alla quale vengono sintetizzate particolari molecole le quali sono alla base della chimica prebiotica dell’RNA e quindi della vita. Per quanto riguarda la presenza di elementi come questi nel sistema solare, essi potrebbero essersi originati già prima della sua formazione, nella nube molecolare da cui è nato proprio attraverso la chimica del mezzo interstellare.

L’altro mistero, quello dei lipidi

“Finora abbiamo rilevato diversi semplici precursori dei ribonucleotidi, i mattoni dell’RNA. Ma ci sono ancora molecole chiave mancanti che sono difficili da rilevare”, spiega Izaskun Jiménez-Serra, ricercatore del CSIC e dell’INTA ed altro autore dello studio. Il ricercatore si riferisce in particolare ai lipidi, che hanno avuto un ruolo fondamentale per l’origine delle prime cellule. I lipidi potrebbero essersi formati da molecole più semplici le quali a loro volta potrebbero anch’esse essere più o meno abbondanti nello spazio.

Note e approfondimenti

  1. Frontiers | Molecular Precursors of the RNA-World in Space: New Nitriles in the G+0.693−0.027 Molecular Cloud (DOI: 10.3389/fspas.2022.876870)


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