No, avvistare pesci in acque profonde non significa che sta arrivando un terremoto

Uno studio pubblicato su Bulletin of the Seismological Society of America va a contraddire quella che è una credenza di vecchia data diffusa in Giappone secondo cui gli avvistamenti insoliti di pesci in acque profonde, di quelli che usualmente non circolano nelle acque basse, sarebbero segnali di terremoti imminenti.

I ricercatori hanno analizzato la relazione tra la comparsa dei pesci nelle acque profonde e i terremoti in Giappone e, tra 221 terremoti analizzati, solo uno di essi potrebbe essere forse messo in correlazione qualora questa relazione esistesse realmente.
Con un solo caso su 221, dunque, come riferiscono gli stessi ricercatori, “difficilmente si può confermare l’associazione tra i due fenomeni”.

Lo studio ha analizzato vari terremoti occorsi in Giappone tra il novembre del 1928 e il marzo del 2011 e ha comparato questi eventi con vari avvistamenti di pesci (le notizie degli avvistamenti erano prelevate da diversi articoli di giornali) in acque profonde.
Gli avvistamenti presi in considerazione erano quelli tra 10 e 30 giorni prima di quei terremoti che si sono verificati ad una distanza compresa tra 50 e 100 chilometri dal punto di avvistamento dei pesci.

Hanno però preso in considerazione solo i terremoti con magnitudo 6.0 oppure maggiori in quanto ritenuti gli unici che potrebbero essere realmente avvertiti dai pesci o che comunque potrebbero essere considerati come “fenomeni precursori come comportamento animale insolito”.
Questa ricerca potrà aiutare a limitare la diffusione di quella che risulta dunque a tutti gli effetti solo una leggenda folkloristica senza nessuna base scientifica.

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