No, lo smartphone non è una droga secondo studio

Non è vero che disintossicarsi digitalmente, ossia rinunciare alle tecnologie per un certo periodo di tempo, può aiutare ad abbassare l’ansia, ad alzare l’umore e in generale a migliorare il benessere, secondo i risultati di un nuovo studio.

Secondo un gruppo di psicologi dell’Università di Loughborough rinunciare per 24 ore allo smartphone può causare la voglia di utilizzarlo di nuovo ma l’umore e l’ansia rimangono stabili.
Lo studio, pubblicato su Addictive Behaviors, è stato condotto dal ricercatore Thom Wilcockson.

Quest’ultimo ha effettuato un esperimento con vari partecipanti i quali non hanno utilizzato il proprio smartphone per 24 ore.
Wilcockson, insieme ai colleghi, ha misurato l’impatto della mancanza dello smartphone sull’umore e sull’ansia.

È lo stesso Wilcockson a spiegare il senso dei risultati: “I risultati indicano che, come previsto, le persone si divertono ad usare il proprio smartphone e questo manca loro quando non è disponibile. Tuttavia, i nostri risultati indicano che potrebbe essere inappropriato considerare gli smartphone nello stesso quadro delle dipendenze comportamentali poiché abbiamo trovato poche prove del fatto che soddisfano importanti criteri di dipendenza comportamentale”.

Anche David Ellis, professore di scienze sociali computazionali della Lancaster University, dichiara che la teoria secondo cui “disintossicarsi” non utilizzando più i moderni dispositivi digitali, in primis lo smartphone, non coincide con questi risultati secondo i quali è improbabile che una tattica del genere possa offrire benefici per la salute.

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